Canone inverso
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Materiale linguistico moderno

Maurensig, Paolo

Canone inverso

Titolo e contributi: Canone inverso / Paolo Maurensig

Pubblicazione: Milano : CDE, stampa 1997

Descrizione fisica: 174 p. ; 21 cm

Data:1997

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Nomi:

Soggetti:

Classi: 853.9

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1997

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Biblioteca Collocazione Barcode Stato Prestabilità Rientra
Gressoney-Saint-Jean GRESJE 853.9 MAU 31102004173916 Su scaffale Prestabile
(Monografia 15gg)
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Canone inverso, Paolo Maurensig
Dall’incontro del 17 gennaio 2019

Il racconto inizia a Vienna con l’acquisto all’asta da parte di un distinto signore di un violino molto particolare realizzato dal liutaio austriaco Jacobus Stainer. Il violino è impreziosito da un’intaglio sul cavigliere che rappresenta un volto umano deformato dal dolore. Tutto il romanzo ruota intorno al prezioso violino e ai suoi possessori, siano essi legittimi oppure no. Uno scrittore, venuto a conoscenza delle vicende legate a uno dei proprietari del prezioso strumento musicale, ne vorrebbe narrare la storia e, per questo, si mette sulle sue tracce arrivando fino all’ultimo acquirente e trovando così la conferma della sua reale esistenza. Ma la storia narrata in questo romanzo è molto più articolata di quel che sembra inizialmente e conduce il lettore in un antro brulicante di passioni, di emozioni, di misteri e di mezze verità che ora prende la forma del rigido collegio per giovani musicisti dove avviene l’incontro tra Jeno e Kuno, i due personaggi attorno ai quali si sviluppano le vicende principali; ora del castello di Hofstain in Tirolo, luogo denso di memoria, casa di Kuno in cui viene ospitato l’amico Jeno per un lungo periodo, durante il quale si sviluppa in Kuno il seme della follia trasformando il promettente musicista in quello che sarebbe stato più avanti, dopo l’internamento presso l’ospedale psichiatrico, un barbone senza dimora. Maurensig offre ai suoi lettori un romanzo cupo, pesante ma intenso, evocativo, scritto in uno stile solenne dal sapore antico adatto a sostenere l’avvicendarsi degli avvenimenti e la loro collocazione storica. Le vicende narrate, infatti, si snodano nel periodo dell’ascesa nazista, se ne possono cogliere riferimenti tra le righe ma, soprattutto, se ne percepisce la pesantezza che permea, con la sua ombra sinistra, tutto il racconto. Il romanzo è inserito in un clima di sospensione temporale, che rimanda, da subito, a qualcosa di ignoto se non addirittura minaccioso. La trama è presentata da tre narratori: lo scrittore, che intravede la possibilità, sempre procrastinata, di scrivere una storia che parli di musica e musicisti; Jeno Varga (Kuno), il violinista ambulante, che racconta le singolari vicende della propria vita ad uno scrittore sconosciuto; l’Io narrante, che si scoprirà solo alla fine essere Gustav Blau, zio di Kuno, misterioso acquirente del violino. I tre narratori parlano di musica, ne filosofeggiano, ne gustano la sostanza, ne descrivono il rapimento interiore che essa induce nei musicisti che eseguono i brani ma anche negli ascoltatori, poi essa finisce e cessa di esistere, ma se ne può sentire risuonare l’eco anche quando l’esecuzione si conclude e rimane una sottile vibrazione che tutto pervade e attraversa. La particolare struttura del romanzo si evince fin dal titolo: “Canone inverso”, ad un certo punto, come nella musica, il romanzo cambia andamento, torna al punto d’inizio, svelando... ma non del tutto l’identità dei narratori. Come nella vicenda di Sisifo il masso rotola sempre indietro, così nel romanzo si torna a capo. Rimane al lettore trarre le conclusioni o ricominciare il romanzo d’accapo per comprenderne meglio i punti salienti, i molti temi toccati: la passione, il talento, l’amicizia, l’ossessione, la follia…

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