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Trouvés 4 documents.

L'ingrata
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Livres modernes

Nayeri, Dina

L'ingrata / Dina Nayeri ; traduzione di Flavio Santi

Milano : Feltrinelli, 2020

Narratori

Résumé: Alla fine degli anni ottanta, quando la sua famiglia decise di fuggire dall'Iran in guerra, Dina Nayeri era una bambina. Il rumore delle bombe, le sirene e le corse per nascondersi nel seminterrato, la poca luce filtrata dalle finestre serrate erano tutte cose normali. Negli anni a venire, sui letti a castello delle case per i rifugiati di Londra, di Dubai, di Roma, poi dell'Oklahoma, Dina conobbe per la prima volta il silenzio del sonno tranquillo e ininterrotto: quella fu la sua prima idea di cosa fosse la pace. Sua madre le diceva di pregare e di essere grata. Sui migranti sono state scritte molte storie. A partire dall'Eneide, l'esperienza di chi è costretto a fuggire non ha mai smesso di essere all'origine di narrazioni impetuose, grandi, travolgenti. Storie di singoli individui, soli contro la perdita di tutto, storie che sono universali. Dopo un clamoroso reportage uscito sul "Guardian", "The Ungrateful Refugee", Dina Nayeri si misura con la domanda più impietosa del nostro tempo: che cosa significa essere un migrante? E soprattutto: cosa succede quando chi fugge diventa un rifugiato? Qual è il prezzo della sua integrazione? La risposta è semplice. La prima regola per il rifugiato è rimanere al proprio posto. Essere meno capace, avere meno esigenze degli altri. Accontentarsi e ringraziare per l'accoglienza, accettando il destino di un terribile circolo vizioso: sei un pigro richiedente asilo, finché non diventi un intruso avido. Grazie alla propria esperienza, una scrittrice esplora come vive chi è costretto a fuggire, come si declina il rifiuto delle comunità di approdo, e indaga la tragedia dello straniamento dell'identità che tutti i giorni avviene sotto i nostri occhi.

33
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Livres modernes

Ubertini, Marco

33 / Marco Ubertini ; prefazione di Coez

Milano : Sperling & Kupfer, 2020

Résumé: Marco ha appena sedici anni quando scappa di casa: della scuola non gli importa nulla, la famiglia la sente lontana, le regole sono gabbie dalle quali fuggire. Ha un furgone che non potrebbe guidare, spray e marker per lasciare il suo tag e davanti a sé un senso di infinite possibilità. Gira la periferia romana, tra palazzi grigi e campi rom, manicomi abbandonati e depositi di treni, cercando nuovi posti dove tracciare la sua firma e fermarsi per un po'. Gli amici diventano la sua casa: con loro condivide i pochi soldi e i progetti, i sogni e il fumo. E poi la droga: tanta, diversa, confusa, tra le pasticche dei rave e le notti con i compagni di viaggio, fino all'incontro con la compagna più dolce ed esigente, l'eroina. Per lei, per averla e mantenerla, si dà al taccheggio e al piccolo spaccio, finisce in prigione e in giri pericolosi, ogni giornata è vissuta alla ricerca di una nuova dose. Finché l'amore assume i contorni chiari di una dipendenza e Marco si ribella. In questo libro crudo e poetico, racconta la sua discesa nell'inferno e ritorno, sempre in bilico tra seduzione e autodistruzione, folle libertà e annientamento, sullo sfondo di una Roma cupa e brutale. Una storia vera che ha il ritmo dell'hardcore e l'immaginario de "L'odio", di "Trainspotting" e di "Stand by me". Una storia che affonda le sue radici esattamente nel punto in cui Marco ha rischiato di perdere se stesso.

Pattinando in Antartide
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Livres modernes

Diski, Jenny

Pattinando in Antartide / Jenny Diski ; traduzione di Francesca Bandel Dragone ; con una nota di Fabio Cremonesi

Milano : NNE, copyr. 2019

La stagione

Résumé: Tuttavia, il pensiero era là. L'Antartide. L'Antartide era quello che volevo, quindi dovevo averla. Alla fine degli anni Novanta, Jenny Diski osserva la propria stanza da letto interamente bianca e ripensa al candore degli ospedali dove era stata ricoverata quando era una ragazza in crisi. Per lei il bianco è un sottrarsi alla vita, ai pensieri, all'incessante frastuono dei ricordi. E poco a poco diventa un desiderio prepotente, che si traduce in un piano preciso: spingersi fino in Antartide, alla ricerca del bianco assoluto, dove perdersi e dimenticare. Ma mentre il piano si realizza, il passato e il presente si accavallano, rifiutano di essere lasciati indietro. Nella fuga verso l'Antartide la memoria di Jenny torna alla madre di cui non ha notizie da trent'anni, al padre truffatore, alla depressione, alla madre adottiva, Doris Lessing, di cui scriverà nel memoir In gratitudine. E porta con sé anche la curiosità di sua figlia, determinata a rintracciare la nonna materna. Sul bianco tanto desiderato appaiono macchie di colore, arcobaleni imprevisti. E l'esplorazione di sé si riflette nei panorami antartici, dove il bianco si declina nelle infinite sfumature di azzurro di iceberg stupefacenti, e la presenza umana è solo accennata. Con una scrittura forte ed evocativa che si tinge di un umorismo e di una sincerità disarmanti. Pattinando in Antartide è il racconto di un viaggio ai confini di sé e del mondo, alla ricerca del perfetto equilibrio tra la memoria e il dolore, tra l'affermazione della vita e la cieca tentazione del vuoto.

La sublime arte
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Livres modernes

David-Néel, Alexandra

La sublime arte : diario di un’attrice / Alexandra David-Néel ; traduzione di Guia Boni

Roma : Voland, 2019

Amazzoni ; 90

Résumé: “Dov’erano i cavalieri magnifici, le principesse fragili come gigli, le processioni trionfali, lo splendore e la sontuosità della porpora?... Dov’erano gli eroi e gli dèi? Dove si viveva di Arte?” Ci sono sofferenze che trovano voce solo sulla carta, e questo Io sa bene Cécile Raynaud che, costretta da tempo in una vita che non le appartiene, inizia a scrivere un diario in cui alle memorie del suo avventuroso passato di attrice di teatro alterna disperazione e angoscia del presente, ormai lontano dalle scene. Quando la fortuna sembra girare ancora, decide di sedersi al tavolo da gioco e tentare il tutto per tutto, per riscattare lo spirito e vincere l’unico premio davvero importante: essere ammessi nel tempio dell’arte... Rimasto inedito fino al 2018, il primo romanzo di Alexandra David-Néel, nota per le straordinarie imprese di esploratrice, è una preziosa testimonianza autobiografica della sua esperienza giovanile di cantante. Attraverso la storia di Cécile, l’autrice - con sguardo spregiudicato e assolutamente moderno - coglie l’occasione per raccontare un’umanità torbida e viziosa, e ci consegna il ritratto di un’epoca con le sue contraddizioni e ipocrisie.