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Il disprezzo del mondo
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Livres modernes

Innocentius, III, papa

Il disprezzo del mondo / Lotario di Segni ; a cura di Renato D'Antiga

[Parma] : Pratiche, copyr. 1994

Biblioteca medievale

Résumé: Nel corso dei secoli XI e XII si assiste alla nascita di un nuovo genere letterario, che divulga il tema ascetico del disprezzo del mondo. Il capolavoro di questo genere è Il disprezzo del mondo (De contemptu mundi) di Lotario di Segni, poi divenuto papa Innocenzo III. Un senso di angoscia e di disperazione, appena attenutato dalla speranza nella salvezza eterna, grava su quest'opera, che conobbe un immenso successo fino al XVII secolo, quando Pascal ne riprese la tematica in modo del tutto nuovo. Nel descrivere la miserabile condizione dell'uomo, corrotto dal peccato fin dal momento della nascita, il linguaggio di Lotario assume toni di allucinato e violento realismo che a tratti fanno pensare a un Góngora o a un John Donne: «L'uomo è putredine e il verme è il figlio dell'uomo... L'uomo viene concepito dal sangue putrefatto per l'ardore della libidine, e si può dire che già stanno accanto al suo cadavere i vermi funesti». Ci si può chiedere allora se il futuro organizzatore della crociata contro gli Albigesi non condividesse in qualche misura, nel suo intimo, la pessimistica visione catara di un creato in balia del Principe delle tenebre. Tale visione, ha marcato l'Occidente cristiano finendo per generare un'idea dualistica per cui spirito e corpo sono contrapposti come il bene al male e il corpo coinciderebbe con il male stesso. Tutto ciò, è profondamente distante dalla luminosa visione testimoniata nella maggioranza degli scritti patristici. Il pensiero di Lotario ha dunque contribuito a distanziare l'Occidente dalla serena prospettiva della Chiesa antica e dall'Oriente cristiano che la incarna al quale si attribuisce ancor oggi un "eccessivo ottimismo antropologico".