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Trouvés 3 documents.

3: Nightrise
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Livres modernes

Horowitz, Anthony

3: Nightrise / Anthony Horowitz

London : Walker Books, 2007

Fait partie de: Horowitz, Anthony. The power of Five / Anthony Horowitz

Résumé: Nevada, USA - fourteen-year-old twins Jamie and Scott Tyler are performing a mind-reading act in a dingy theatre. But when a sinister multinational corporation, Nightrise, kidnaps Scott, Jamie is left alone - and wanted for murder. He becomes embroiled in a corrupt presidential campaign and breaks into the American prison system before being propelled ten thousand years into the past, where he encounters the other Gatekeepers and witnesses the creation of Raven's Gate - and the first fateful battle against the Old Ones.

Rémi et le mystère de Saint-Péray
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Livres modernes

Coutelle, Annie

Rémi et le mystère de Saint-Péray / Annie Coutelle

Paris : Hachette, copyr. 2007

Lire en français facile. Niveau A1

Résumé: Rémi et le mystère de Saint-Pérayne sais pas pourquoi. Des gens vont me lire et m'aimer peut-être ?

Gli occhi d'oro, ancora
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Livres modernes

Ravasi Bellocchio, Lella

Gli occhi d'oro, ancora : il cinema nella stanza dell'analisi / Lella Ravasi Bellocchio

Bergamo : Moretti & Vitali, copyr. 2007

Amore e psiche ; 29

Résumé: "Gli occhi d'oro" sono quelli che possono vedere nello schermo del cinema, il potente motore di immagini e di analogie con lo schermo del sogno e con la sua drammatizzazione. Come il sogno, lo schermo del cinema ospita personaggi in relazione tra loro (la dimensione intrapsichica del sogno) e si offre alle nostre identificazioni di spettatori (la dimensione interpersonale del sogno). Come in questo schermo, gli "occhi d'oro" possono vedere ciò che è invisibile, così nel sogno l'analisi può offrire al paziente gli "occhi d'oro" per cogliere, dietro alla realtà, la metafora che è alla radice del suo transfert. Il cinema è uno dei mezzi più adatti a trasmettere all'esterno le immagini del mondo interno. Il regista cerca gli attori più adatti a rappresentarle. E con questi personaggi dello schermo noi ci identifichiamo al punto da poter fare del cinema l'uso che facciamo del sogno. In questa misura va intesa l'affermazione di Lella Ravasi che il film cura, come cura il sogno che permette al sognatore di oggettivare affetti ed emozioni proiettando sullo schermo le rappresentazioni dei propri oggetti interni, attori che il regista che opera in noi ogni notte sceglie per mettere in scena e drammatizzare le proprie esperienze ed emozioni collegandole, come un ideale ponte, alle esperienze ed emozioni dell'infanzia depositate nell'inconscio. In questa misura il cinema, come il sogno, permette di storicizzare il nostro inconscio facendoci rivivere emozioni rimosse o dimenticate per sempre.