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Trouvés 28 documents.

La mia testimonianza davanti al mondo
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Livres modernes

Karski, Jan

La mia testimonianza davanti al mondo : storia di uno stato segreto / Jan Karski ; a cura di Luca Bernardini

Milano : Adelphi, copyr. 2013

La collana dei casi ; 94

Résumé: "Non le darò istruzioni né le farò raccomandazioni... Dovrà soltanto riferire obiettivamente quello che ha visto, raccontare quello che ha vissuto in prima persona e ripetere ciò che in Polonia le è stato ordinato di dire su coloro che vivono là e negli altri paesi occupati d'Europa": con questo viatico il premier Sikorski mandò Jan Karski a informare gli Alleati di ciò che stava accadendo agli ebrei nel suo paese e di come i polacchi non avessero mai smesso di lottare. Unitosi alla Resistenza nel 1939, il giovane ufficiale della riserva era stato incaricato di tenere i collegamenti fra lo Stato segreto polacco, e gli organi ufficiali del governo in esilio a Londra. Oltre a svolgere temerarie, Karski aveva compiuto un'impresa inaudita: era riuscito a infiltrarsi nel ghetto di Varsavia e nel campo di transito di Belzec e, fatto ancora più inaudito, a uscirne indenne, deciso a denunciare al mondo le atrocità commesse dai nazisti. Porterà in effetti la sua testimonianza diretta ai grandi della terra, incluso il presidente Roosevelt, ma per motivi politico-strategici il suo appello non verrà raccolto né avrà seguito: non gli resterà, nel 1944, che affidarlo a questo libro. Dimenticato nel dopoguerra in ragione dei nuovi assetti politici mondiali, Karski sarà riscoperto e intervistato dal regista Claude Lanzmann per il celeberrimo "Shoah" (1985), che darà l'avvio alla seconda fase della sua missione: ricordare l'indifferenza degli Alleati di fronte al consumarsi del genocidio.

La strada, il nazista e il pittore
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Livres modernes

Bennett, G.H.

La strada, il nazista e il pittore / G.H. Bennet ; traduzione Carmen Mangiola

Bologna : Odoya, copyr. 2013

Odoya library ; 121

Résumé: Un vecchio filmato viene ritrovato in una chiesa del Devon, in Inghilterra. Le silenziose immagini in bianco e nero sono sufficientemente eloquenti da attirare l'attenzione dei media e suscitare la curiosità scientifica di un brillante storico, il professor Bennett della University of Plymouth. Il filmato risale agli anni della Seconda guerra mondiale e mostra degli uomini delle SS mentre sorvegliano dei prigionieri al lavoro nella costruzione di una strada, in uno dei territori dell'Unione Sovietica occupati dai nazisti. Bennett si lancia in un'indagine che lo porterà a scoprire il terribile segreto del filmato. La strada, che avrebbe dovuto collegare oltre 1000 chilometri di territorio da Leopoli a Stalino percorrendo tutta l'Ucraina, non aveva solo funzione di approvvigionamento delle truppe tedesche impegnate nel progetto di colonizzazione dell'Ucraina, ma serviva un secondo fine, molto più inquietante: un ingegnoso metodo per sterminare la popolazione ebraica locale. I campi di lavoro lungo la strada, le condizioni disumane, il gelo, la fame e le angherie dei loro aguzzini causarono la morte di migliaia di persone. Bennett racconta come un avvincente romanzo-inchiesta questa oscura vicenda, ripercorrendo come sia riuscito a identificare l'ufficiale delle SS, Walter Gieseke, responsabile del raccapricciante progetto. Di fondamentale aiuto nella sua indagine si riveleranno le memorie di un pittore rumeno, Arnold Daghani, sopravvissuto ai lavori forzati lungo la strada.

La lista di Eichmann
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Livres modernes

Amodeo, Fabio - Cereghino, Mario J.

La lista di Eichmann : Ungheria 1944 : il piano nazista per vendere un milione di ebrei agli Alleati / Fabio Amodeo, Mario José Cereghino

Milano : Feltrinelli, 2013

Storie

Résumé: Il 19 marzo 1944 le truppe naziste invadono l'Ungheria. La guerra va male per la Germania e Hitler teme l'abbandono dell'Asse da parte del governo di Miklós Horthy. A Budapest si installa un dipartimento per la "soluzione del problema giudaico" agli ordini del colonnello delle SS Adolf Eichmann. Nel paese opera da anni un'organizzazione sionista - la Vaada - che offre assistenza agli ebrei dell'Europa centrale e balcanica. Una vasta rete di soccorso diretta dai coniugi Joel e Hansi Brand e da Rudolf Kasztner. In aprile Eichmann propone alla Vaada la "vendita" alle potenze alleate di un milione di ebrei in cambio di merci e danaro. Se l'accordo non andrà in porto, i tedeschi li spediranno nei campi della morte. Tra le alte gerarchie naziste - Heinrich Himmler in testa, il Reichsfilhrer delle SS che ha architettato il piano "Blood for Money" - si sta diffondendo il panico per l'imminente disfatta militare. Le truppe sovietiche e anglo-americane avanzano su tutti i fronti e i capi del Reich germanico pensano già ad assicurarsi una via di fuga in America Latina. Inizia così l'avventura di Brand per tentare di salvare gli israeliti presenti sul territorio ungherese, una drammatica corsa contro il tempo che si svilupperà tra Europa, Turchia e Medio Oriente. È una storia in gran parte inedita che Fabio Amodeo e Mario José Cereghino raccontano sulla base di un'ampia indagine realizzata negli Archivi nazionali britannici di Kew Gardens, dove sono conservati centinaia di documenti del Foreign Office...

Montenegro amaro
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Livres modernes

Scotti, Giacomo

Montenegro amaro : l'odissea dei soldati italiani tra le Bocche di Cattaro e l'Erzegovina dal luglio 1941 all'ottobre 1943 / Giacomo Scotti ; prefazione di Davide Conti ; in appendice una relazione di Rosario Bantivegna, commissario politico della Brigata Garibaldi di stanza in Montenegro

Roma : Odradek, copyr. 2013

Collana blu. Storia e politica

Résumé: Il Montenegro fu regione ribelle, zona di opposizione e resistenza all'aggressione del fascismo italiano e dell'esercito tedesco, coadiuvati dai collaborazionisti cetnici e ustascia. Le divisioni italiane - la "Taurinense" alpina e la "Venezia" di fanteria, oltre a sparsi reparti dell'"Emilia"ebbero alcune migliaia di caduti e quasi pari furono le perdite dei partigiani jugoslavi, mentre le vittime nella popolazione, compresi vecchi, donne e bambini - morti negli incendi dei villaggi, fucilati nei rastrellamenti e deportati nei campi di concentramento in Albania e Italia - furono circa quarantamila. Il libro è una rappresentazione viva e puntuale della guerra combattuta dalle divisioni partigiane jugoslave contro tedeschi e italiani, e restituisce le due facce della presenza armata italiana in Montenegro e dintorni: la faccia (e il ruolo) dell'invasore a partire dal 1941, e la faccia liberatrice delle migliaia di militari italiani passati a combattere con i partigiani jugoslavi dopo l'8 settembre 1943. La ricostruzione di scenari complessi consente di guardare da prospettive non strumentali, come quelle configuratesi nell'ultimo decennio con l'uso politico della vicenda delle foibe, né retorico-celebrative, proprie della narrazione della "epopea resistenziale", fatti ed eventi che hanno segnato i rapporti bilaterali tra Italia e Jugoslavia nell'era post-bellica della Guerra Fredda e poi in quella post-'89 dopo la caduta del muro ed il dissolvimento della Jugoslavia.

Dal Quadraro all'inferno e ritorno
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Livres modernes

Pietrafesa, Luca

Dal Quadraro all'inferno e ritorno : la storia del rastrellamento del 17 aprile 1944 raccontata dalla voce degli ultimi sopravvissuti / Luca Pietrafesa ; prefazione di Stefano Medici

Roma : Reality Book, stampa 2013

Conversazioni

Résumé: "Quello del 17 aprile 44 al Quadraro fu il più grande rastrellamento della storia di Roma occupata. Neanche al ghetto i tedeschi riuscirono a fare tanto. Nel giro di poche ore, armati fino ai denti, portarono via da casa 1500 persone. Certo, tutti gli ebrei deportati furono di più: ma non in sei ore. Eppure sui libri di storia spesso non se ne parla". Questo racconta Sisto Quaranta, uno dei sopravvissuti di quel "viaggio" verso i campi di concentramento. Nelle parole di sei degli ultimi sette sopravvissuti, quell'esperienza viene raccontata con dovizia di particolari, dolore, coraggio. Quel coraggio che permise loro di tornare a Roma, al Quadraro, dopo oltre un anno di prigionia, al termine di un viaggio di ritorno lungo 3 mesi.

Scolpitelo nei cuori
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Livres modernes

Gordon, Robert S.C.

Scolpitelo nei cuori : l'Olocausto nella cultura italiana (1944­-2010) / Robert S. C. Gordon ; traduzione di Giuliana Olivero

Torino : Bollati Boringhieri, 2013

Saggi. Storia, filosofia e scienze sociali

Résumé: Siamo capaci, noi italiani, di elaborare, metabolizzare e comprendere l'Olocausto che ci ha colpiti? Siamo in grado di tramandarne la memoria? Che uso abbiamo fatto, noi, pubblicamente, nella nostra dimensione culturale condivisa, dell'immane sterminio che ha coinvolto gli ebrei e i non ebrei del nostro paese, non certo meno che altrove? Quali ricadute nelle nostre vite, quali insegnamenti, quali comportamenti ci deve imporre la storia di quell'orrore? Sono domande dure come macigni, sono le fondamenta stesse dell'Italia repubblicana. È su queste domande che si possono porre le basi di una società che vuole voltare pagina e ricostruire se stessa dopo il ventennio fascista e una guerra al massacro. A sessant'anni di distanza, questo è il primo libro che affronta nel dettaglio il tema di quanto si è sedimentato dell'Olocausto nella nostra identità, attraverso i libri degli intellettuali, le canzoni popolari, il cinema, la televisione, i monumenti innalzati o quelli che non sono mai stati inaugurati; ma anche attraverso l'operato del nostro Parlamento e delle sue leggi. Robert Gordon ha studiato in profondità la storia dell'elaborazione della Shoah in Italia, e ce ne offre qui un quadro complesso, ripercorrendo questi sessant'anni su più livelli, evidenziando la figura centrale di Primo Levi, ma anche il diffuso sentimento autoassolutorio degli italiani, che ancora oggi vivono spesso se stessi come esecutori "riluttanti" di ordini altrui, faticando a farsi carico del proprio passato.

Paesaggi della metropoli della morte
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Livres modernes

Kulka, Otto Dov

Paesaggi della metropoli della morte / Otto Dov Kulka ; traduzione di Elena Loewenthal

Parma : Guanda, copyr. 2013

Biblioteca della Fenice

Résumé: Lo studioso israeliano Otto Dov Kulka ha dedicato tutta la propria opera all'analisi rigorosa e impersonale dell'Olocausto e dei suoi legami con la società tedesca. Ora, a decenni di distanza, decide di spezzare il silenzio in cui ha relegato la propria esperienza di bambino deportato ad Auschwitz e di far convergere in un unico libro il dato autobiografico e quello storico, rivelando le mitologie elaborate sulla base delle proprie impressioni d'infanzia e confrontandole con la realtà dei documenti e dei resoconti altrui, e con l'immaginario comune sulla realtà dei campi di sterminio. Auschwitz è per Kulka la Metropoli della Morte, su cui domina implacabile la Legge della Morte. Ma è anche il luogo in cui, grazie agli insegnamenti dei malati ricoverati come lui in infermeria, scopre i capisaldi della cultura occidentale, in cui coglie nel cielo primaverile squarci di bellezza assoluta, in cui intona l'Inno alla gioia a poche centinaia di metri dai forni crematori, insieme al coro dei ragazzi del campo famiglia, l'illusoria isola di normalità creata a uso e consumo degli ispettori della Croce rossa. Ripercorrendo i frammenti del proprio mondo interiore e i luoghi reali in cui un tempo ha vissuto, Kulka fornisce un resoconto straziante e a tratti poetico di cosa significhi essere immersi nell'esperienza dei campi di sterminio, rinchiusi in un mondo dominato dalla Morte da cui è impensabile uscire, oggi come allora.

Apocalisse nella steppa
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Livres modernes

Leggiero, Antonio

Apocalisse nella steppa : storia militare degli italiani in Russia, 1941-1943 / Antonio Leggiero

Bologna : Odoya, copyr. 2013

Odoya library ; 108

Résumé: Un libro che ripercorre e racconta, con la forza documentaristica delle testimonianze dirette oltre che d'archivio, la tragica epopea dei soldati italiani in terra di Russia: storia, vicissitudini, angosce di uomini e di eroi, con le loro vicende personali, i loro tormenti, le loro tribolazioni, il loro dolore. Il CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia) e l'ARMIR (8a armata italiana in Russia) furono le grandi unità del Regio Esercito impegnate sul fronte orientale al fianco della Germania tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. Giovani, ragazzi e padri di famiglia lasciarono i loro affetti e la loro terra per partire alla volta di un'avventura tramutatasi in tragedia: le dimensioni dei combattimenti, l'entità delle perdite e la profondità delle distruzioni ne fanno il più vasto, drammatico e sanguinoso teatro di guerra della storia. I più non fecero ritorno a casa, rimanendo per sempre in quella maledetta steppa bianca, ai lati delle piste, sfiniti da fame, freddo e stenti, abbattuti dalle pallottole, schiacciati dai cingolati dell'Armata Rossa. Gran parte di questi martiri, scampati al massacro in combattimento, patirono le pene dell'inferno nelle estenuanti marce di trasferimento verso i campi di concentramento e di sterminio della Russia asiatica e della Siberia. Pochissimi furono i rimpatriati. Dopo aver percorso le principali tappe di quest'allucinante epopea (L'Avanzata, La Ritirata, La Prigionia), Antonio Leggiero chiude la narrazione con una serie di bilanci.

Se questo è un uomo
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Livres modernes

Levi, Primo

Se questo è un uomo / Primo Levi ; indici a cura di Daniela Muraca

Ed. commentata / a cura di Alberto Cavaglion

Torino : Einaudi, 2012

Résumé: Pubblicato nel 1947 e accolto da Einaudi nel 1958, "Se questo è un uomo" viene da allora continuamente ristampato e tradotto in tutto il mondo. È nota la misura, la compostezza di questo classico dell'esperienza della deportazione, il suo intento di descrivere l'indescrivibile, che ha portato l'autore a affermare "se c'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio". Questa edizione commentata è ricca di riferimenti testuali e per l'acume interpretativo, con note, sin dalla prefazione, sulla struttura, le scelte linguistiche e di contenuto (fornendo particolari sui personaggi descritti nel campo). Cavaglion compie uno scrupoloso lavoro di analisi stilistica, studiando le influenze letterarie (prima di tutto "La Bibbia" e la "Divina Commedia") ed illuminando di volta in volta interi periodi o singole parole come "gioia", "fortuna" e "felicità", paradossalmente i vocaboli più ricorrenti in tutta l'opera di Levi. Un lavoro che "pesa, separa e distingue" in un'opera che non si leggerà mai abbastanza.

Dieci marchi e un biglietto del treno
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Livres modernes

Goldstein, Susy - Hamilton, Gina - Share, Wendy

Dieci marchi e un biglietto del treno : diario di un bimbo in fuga dall'olocausto / Susy Goldstein, Gina Hamilton, Wendy Share

Firenze : Pagliai, copyr. 2012

Storie del mondo ; 11

Résumé: Nel gennaio del 1939 i fratelli Benno e Heinz, di 9 e 13 anni, furono messi dai genitori su un treno che lasciava la Germania nazista nella speranza che raggiungessero la salvezza. Ciò che segue è un racconto di sacrificio, perdite, coraggio e speranza, un racconto fatto dallo stesso Benno, riportando il suo viaggio attraverso un continente sull'orlo della guerra. Da Berlino a Amsterdam e Londra, e infine a Toronto, questa è la storia vera di un canadese la cui vicenda personale tocca i nostri cuori e le nostre coscienze.

Per ogni pidocchio cinque bastonate
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Livres modernes

Maris, Gianfranco

Per ogni pidocchio cinque bastonate : i miei giorni a Mauthausen / Gianfranco Maris, con Michele Brambilla

Milano : Mondadori, 2012

Ingrandimenti

Résumé: Gianfranco Maris, attivo nelle file del Partito comunista clandestino e poi della Resistenza milanese, ha poco più di vent'anni quando da Fossoli, dove la Repubblica sociale italiana ha realizzato un campo di prigionia e di transito destinato alla custodia degli ebrei e dei deportati politici, giunge in territorio austriaco insieme ad altri trecento italiani. È l'inizio di un viaggio tormentato e assurdo nell'inferno del lager, dal quale moltissimi non faranno più ritorno. A Mauthausen gli uomini vengono ridotti a "stuck", pezzi di un prodotto, e immessi in una catena di montaggio che impone lavori disumani, freddo, fame, malattia. E poi quasi sempre la morte, inflitta con una iniezione al cuore o tramite camera a gas. L'unico modo per sopravvivere è gonfiarsi il petto d'aria - così da sembrare più "in forze" - al momento delle selezioni, sopportare i turni massacranti nelle cave di pietra, dividere un chilo di pane con altri venti detenuti, subire cinque bastonate per ogni pidocchio scoperto dai kapò durante le ispezioni. Il 5 maggio 1945, a liberazione avvenuta, Maris ha ventiquattro anni, pesa trentotto chili e ha già visto tutto l'orrore del mondo. Adesso di anni ne ha novantuno e ha deciso di fissare sulla pagina i ricordi della sua esperienza estrema e di aggiungere così un tassello importante all'ormai vasto eppure mai sufficiente mosaico di testimonianze che hanno tentato di raccontare l'orrore dello sterminio nazista.

L' ultimo sopravvissuto
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Livres modernes

Pivnik, Sam

L' ultimo sopravvissuto : la testimonianza mai raccontata del bambino che da solo sfuggì agli orrori dell'Olocausto / Sam Pivnik

Roma : Newton Compton, 2012

I volti della storia ; 230

Résumé: L'infanzia di Sam Pivnik trascorreva felice in Polonia, in una comunità dove ebrei e cristiani convivevano in pace. Fin quando un rastrellamento nazista spazzò via in un attimo quei giorni spensierati e ogni possibilità di futuro. Da quel momento, l'unico mondo che il giovanissimo Sam conobbe fu il campo di concentramento. Anzi, i tanti lager in cui fu costretto a passare, fino a quando non venne destinato a lavorare alla famigerata rampa di Birkenau, dove i nazisti separavano fin dall'inizio i prigionieri abili al lavoro da quelli condannati alle camere a gas. Detenuto ad Auschwitz con il numero 135913, Sam sopravvisse ai terribili esperimenti di Mengele e alla "marcia della morte" Alla fine, venne addirittura tradotto sulla nave Cap Arcona, bombardata dalla Royal Air Force perché sospettata di essere un rifugio per le SS. Solo tuffandosi in mare e nuotando disperatamente fino a raggiungere la costa, Pivnik riuscì a salvarsi, ancora una volta. Questo libro racchiude una testimonianza unica al mondo: la storia dell'uomo che attraversò tutti i gironi dell'inferno nazista, e sopravvisse per raccontarlo ai posteri.

La cugina americana
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Livres modernes

Segal, Francesca

La cugina americana / Francesca Segal ; traduzione di Manuela Faimali

Torino : Bollati Boringhieri, 2012

Varianti

Résumé: Hampstead Garden, nordovest di Londra, è il quartiere della buona borghesia ebraica, ricca, istruita, liberal, solidale: tutti conoscono tutti, tutti frequentano tutti, tutti sono pronti a soccorrere chiunque si trovi in difficoltà. Adam e Rachel si conoscono da sempre, si amano dall'adolescenza, e stanno per fidanzarsi. La comunità segue l'evolversi della relazione da quando è nata, tutti aspettano il matrimonio, i figli. Tutto va come dovrebbe andare fino a quando, da New York, città di liberi costumi e strane usanze, arriva Ellie, la cugina di Rachel: bellissima, fragile, dolce, infelice, anticonformista. Ellie è una sopravvissuta, come tanti dei membri anziani della comunità: non ai campi di concentramento, ma alla morte della madre in un attentato terroristico in Israele, e alla conseguente decisione del padre di vagare per il mondo portando la piccola con sé. Tra Adam ed Ellie è amore al primo sguardo. Entrambi resistono, si evitano, si cercano, irresistibilmente attratti e irrimediabilmente divisi. Fino a quando Adam, avvocato nello studio del padre di Rachel, viene incaricato di risolvere la situazione incresciosa, pericolosa, che Ellie si è lasciata alle spalle a New York. I due sono costretti a incontrarsi, per lavoro, fino a quando una malattia di Ziva, la nonna di Ellie e Rachel, fornisce ai due innamorati impossibili l'occasione di infrangere le regole.

Ovunque sarai
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Livres modernes

Watkins, Olga

Ovunque sarai / Olga Watkins ; con James Gillespie ; traduzione di Linda Rosaschino

Milano : Piemme, 2012

Voci

Résumé: L'incredibile odissea di una giovane ragazza di vent'anni nell'inferno della Shoah e nel cuore del Terzo Reich per ritrovare Julius, l'uomo che ama. Un viaggio lungo 3.300 chilometri, da Zagabria a Budapest, da Dachau a Norimberga, sfidando la polizia segreta, gli eserciti, la delazione, le frontiere, i bombardamenti. La determinazione di Olga nell'inseguire il suo uomo per un amore che ha ben pochi ricordi concreti - un bacio sulle labbra, qualche serata all'Opera, poco di più - non si arresta di fronte a nulla. A nessun impedimento. A nessuna beffa del destino. Nemmeno ai cancelli di Buchenwald, il campo dell'orrore.

Abusi di memoria
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Livres modernes

Pisanty, Valentina

Abusi di memoria : negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah / Valentina Pisanty

Milano : B. Mondadori, 2012

Saggi

Résumé: La memoria della Shoah occupa un posto centrale nella coscienza contemporanea. Non potrebbe essere altrimenti: la narrazione dello sterminio è troppo potente per essere tenuta a distanza, ci riguarda e ci struttura come individui e come membri della comunità. Ciò che muta, si evolve, sperimenta derive e assestamenti non è dunque l'esigenza diffusa di confrontarsi con un evento così traumatico, ma piuttosto l'intreccio degli usi a cui la sua memoria è stata sottoposta, con l'effetto cumulativo di trasformare la Shoah in oggetto di devozione, collante ideologico, categoria di pensiero, prodotto di marketing e, all'occorrenza, strumento contundente. Di tali usi questo libro tratta non con il fine di discriminare la memoria legittima da quella cattiva, ma di indagarne le logiche e i dispositivi retorici; di ricostruire i percorsi di trasformazione dell'evento storico in macchina mitologica, che genera a sua volta sensi e abusi ulteriori; di mostrare - secondo una prospettiva nuova l'interazione fra i tre abusi che oggi si contendono la gestione della memoria: la negazione, la banalizzazione, la sacralizzazione.

L' età delle migrazioni forzate
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Livres modernes

Ferrara, Antonio - Pianciola, Niccolò

L' età delle migrazioni forzate : esodi e deportazioni in Europa : 1853-1953 / Antonio Ferrara, Niccolò Pianciola

Bologna : Il Mulino, 2012

Biblioteca storica

Résumé: Fra la guerra di Crimea e la morte di Stalin (1853-1953) circa trenta milioni di persone in Europa furono vittime di migrazioni forzate: intere popolazioni vennero espulse, deportate e ricollocate altrove, o costrette a emigrare. Il fenomeno interessò in particolare quell'"Europa di mezzo" divisa fino alla Prima guerra mondiale fra gli imperi zarista, tedesco, asburgico e ottomano e si concentrò soprattutto nella prima metà del Novecento, a partire dalle guerre balcaniche, raggiungendo il suo culmine per opera dei due grandi regimi totalitari sovietico e nazista. Con un amplissimo raggio d'osservazione, che va dalla Russia asiatica ai profughi istriani di casa nostra, il volume affronta per la prima volta in maniera complessiva questo drammatico fenomeno che, spesso intrecciandosi a pratiche di pulizia etnica e a episodi di sterminio, ha accompagnato la faticosa e sanguinosa riconfigurazione dell'Europa e dei suoi confini nel corso del Ventesimo secolo.

I figli perduti
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Livres modernes

Zahra, Tara

I figli perduti : la ricostruzione delle famiglie europee nel secondo dopoguerra / Tara Zahra ; traduzione di Tania Gargiulo

Milano : Feltrinelli, 2012

Storie

Résumé: Nel secondo dopoguerra un numero senza precedenti di minori era separato dalla famiglia in Europa. Si trattava di un'autentica emergenza umanitaria. C'erano bambini nei campi di concentramento, in orfanotrofi o campi per profughi, alcuni senza casa, altri lontani dalla patria in quanto adottati o sfollati, altri ancora reclamati dal loro paese o coinvolti nelle deportazioni. Molti erano ebrei, sopravvissuti all'Olocausto o salvi perché nascosti e in esilio. Furono in tanti - educatori, psicologi, politici, militari, operatori sociali di varie nazionalità -a prendersene cura. Si cercò di soccorrerli, durante e dopo la guerra, offrendo loro assistenza materiale e riabilitazione psicologica. E ci si scontrò per decidere la sorte delle nuove generazioni, da cui dipendeva il futuro dell'Europa. I figli perduti, con originalità, studia la ricostruzione europea nel collasso generale di valori e gerarchie tradizionali scegliendo il punto di vista dell'infanzia dispersa. Inizia dalle prime forme di soccorso umanitario all'infanzia (nei casi del genocidio armeno, del primo dopoguerra o della guerra di Spagna), si concentra poi sulla seconda guerra mondiale e in particolare sul dopoguerra, sino alla guerra fredda. Analizza le politiche per l'infanzia, fondate su differenti teorie psicoanalitiche e su opzioni anche opposte - familistiche per gli anglo-americani e collettivistiche per i sionisti -, ma comunque declinate in termini nazionali.

Ravensbrück
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Livres modernes

Tillion, Germaine

Ravensbrück / Germaine Tillion ; prefazione di Tzvetan Todorov ; traduzione di Francesca Minutiello

Roma : Fazi, 2012

Campo dei fiori ; 9

Résumé: Resistente della prima ora, denunciata da un prete cattolico, Germaine Tillion viene arrestata nell'agosto del 1942 e in seguito deportata come prigioniera politica nel campo di concentramento di Ravensbrück. In questo libro ricrea il mondo del campo a partire da se stessa, in un connubio tra testimonianza personale e documentazione storica, nella strenua convinzione che si possa sempre verificare e dire la verità. Dalla descrizione oggettiva irrompe di continuo la sua esperienza: l'impatto brutale all'arrivo nel campo - in fila per cinque, le ingiurie e le botte, la difterite e le pulci -, la gratuita crudeltà delle sorveglianti, le giovani donne da lei conosciute poi uccise dagli aguzzini. Scrive Tzvetan Todorov: "Germaine Tillion è uno dei personaggi più luminosi del secolo buio che abbiamo appena lasciato. Ha saputo attraversare il male senza mai prendersi per un'incarnazione del bene. Resistente e deportata, combattente per la dignità umana e contro la tortura, scrittrice arguta dei momenti tragici dell'umanità, può aiutarci a vivere meglio l'oggi".

Le donne e l'Olocausto
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Livres modernes

Eichengreen, Lucille

Le donne e l'Olocausto : ricordi dall'inferno dei lager / Lucille Eichengreen ; traduzione di Errico Buonanno

Venezia : Marsilio, 2012

Gli specchi

Résumé: "Le donne e l'olocausto" è uno dei pochi memoriali che si concentra esclusivamente sulle donne. Con sincerità straziante, Lucilie Eichengreen offre uno sguardo approfondito e sincero dell'esperienza femminile nei campi nazisti. Raccontando la storia della propria sopravvivenza, esplora il mondo delle altre donne che ha incontrato, dal potere femminile delle guardie SS, alle prigioniere che erano costrette a prostituirsi per il cibo. Le amicizie che nacquero tra le donne spesso durarono a lungo. Si aiutavano l'una con l'altra, e si dimostravano un affetto e un'attenzione che era diffìcile trovare persino in famiglia. Certo, avevano anche delle nemiche tra loro. Altre donne le maltrattavano, le denunciavano, le raggiravano e rubavano il cibo o le scarpe. In tutti i campi di concentramento era più o meno lo stesso. Ma in generale c'era fiducia reciproca, le donne si davano una mano e piangevano insieme. Con una prosa secca e toccante, la Eichengreen sa cogliere il nocciolo, l'essenza delle cose ma senza fare prediche. In più, Lucilie scrive con l'autorevolezza della testimone oculare, un valore che presto spetterà solo alla pagina scritta e ai documentari filmati, visto che le fila dei sopravvissuti si assottigliano drammaticamente ogni anno. Lei è una di loro, una sopravvissuta che ha ancora voglia di raccontare la propria storia.

Abbiate pietà di mio figlio
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Livres modernes

Abbiate pietà di mio figlio : [le lettere ritrovate dei deportati ebrei al Velodromo d'Inverno] / a cura di Karen Taieb ; prefazione di Tatiana de Rosnay

[Milano] : Sperling & Kupfer, 2012

Saggi

Résumé: Quello che i parigini chiamavano Vél d'Hiv, il Velodromo d'Inverno, era un edificio dedicato allo sport, capace di contenere 17.000 spettatori. Un tempio consacrato allo svago nel cuore della città. Quanto di più stridente con l'uso ignobile cui fu piegato quando vi furono ammassati migliaia di inermi cittadini ebrei destinati alla deportazione: il rastrellamento del 16 e 17 luglio 1942, infatti, è uno degli episodi più vergognosi e tragici della Seconda guerra mondiale. Per ordine del governo di Vichy, 3.031 uomini, 5.802 donne e - fatto mai accaduto prima - 4.051 bambini vengono strappati dalle loro case e rinchiusi nello stadio. In condizioni disumane, fra i disagi, la disperazione, qualcuno riesce a scribacchiare una lettera che, grazie alla buona volontà di qualche carceriere, arriva a destinazione. Sono messaggi essenziali attraverso i quali conosciamo la quotidianità della prigionia. Alcuni traboccano di speranza: sono quelli di chi, ignaro della propria sorte, osa pensare al futuro; molti altri, invece, vanno dalla preoccupazione alla consapevolezza di un non ritorno. E alcuni, i più toccanti, sono quelli che danno voce allo strazio per i più piccoli: la madre che affida il figlio a degli sconosciuti, il fratello maggiore che si angoscia per il pianto del fratellino, la ragazzina che chiede perdono ai suoi cari per chissà quali mancanze. "Abbiate pietà di mio figlio" raccoglie queste sconvolgenti lettere, riunite qui per la prima volta. Prefazione di Tatiana de Rosnay.