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Tigre, tigre
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Livres modernes

Fragoso, Margaux

Tigre, tigre / Margaux Fragoso ; traduzione di Valeria Galassi

Milano : A. Mondadori, 2011

Scrittori italiani e stranieri

Résumé: Il padre di Margaux è un portoricano alcolizzato e instabile, capace di esprimere a sua figlia un profondo affetto ma anche di trasformarsi, subito dopo, in un essere violento da cui scappare. La madre di Margaux è una donna mentalmente fragile, incapace di prendere la minima decisione. Quando Margaux conosce Peter un giorno d'estate in una piscina pubblica, rimane incantata dal suo modo di fare. Margaux ha sette anni, Peter cinquantuno. Dopo quel primo incontro, Peter invita spesso a casa sua Margaux e la madre. Per la bambina è l'ingresso in un mondo di sogno, popolato di animali strani, libri, musica e magici giocattoli. Nel giro di qualche mese Margaux si ritrova a trascorrere tutto il suo tempo con Peter. Lui la copre di attenzioni, ma a poco a poco e insidiosamente il compagno di giochi diventa padre, amante e infine oppressore. Affascinante e repellente, affettuoso e infido, Peter si insinua in tutti gli aspetti della vita di Margaux, trasformandola, nel corso di una relazione che durerà quindici anni, da vittima innocente a partner consenziente, da ragazza estrosa e tenera a donna privata della giovinezza e sull'orlo del suicidio. Sarà Peter, alla fine, a chiudere questa straziante, tragica storia d'amore.

Il vizio di parlare a me stessa
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Sapienza, Goliarda

Il vizio di parlare a me stessa : taccuini 1976-1989 / Goliarda Sapienza ; a cura di Gaia Rispoli ; prefazione di Angelo Pellegrino

Torino : Einaudi, copyr. 2011

Résumé: "Ricordare è tutto: l'etica fondamentale della vita". E con questa consapevolezza che l'esperimento giocoso di compilare taccuini diventa per Goliarda Sapienza un'abitudine, un esercizio letterario e mnemonico, e infine un vizio di cui non può fare a meno. Anno dopo anno si scopre attenta a riportare tutto quello che più la colpisce, perché poche volte si assiste a "qualcosa di possente e primario", ma con la stessa gioia prende la penna anche solo per ricordare un viso, immortalare un orizzonte viola, appuntare un pensiero trasportato dal vento forte, durante una camminata lungo il mare. Nelle ottomila pagine di quaderni, agende, fogli irregolari, densi o a volte appena scarabocchiati, si trova la vera voce di Goliarda. Quella riservata a se stessa, intima e diretta, che allo stesso tempo confida al lettore la sua storia, senza omettere nessun dettaglio: gli umori incostanti, gli inciampi e le sorprese nella quotidianità e nella scrittura, gli autori più amati e i viaggi che hanno modificato per sempre la percezione dello spazio. Tra le pieghe degli appunti spiccano poi le riflessioni politiche e l'analisi delle differenze generazionali, che rivelano il cambiamento di una società che inseguendo un'utopia si è ritrovata davanti a una violenta menzogna. Ma è sicuramente il tocco personale e profondo di Goliarda a illuminare e rendere preziosi i suoi taccuini. Il rapporto unico con la madre, i legami più importanti. Prefazione di Angelo Pellegrino.

Stazioni intermedie
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Vertlib, Vladimir

Stazioni intermedie / Vladimir Vertlib ; traduzione di Paola Buscaglione Candela ; postfazione di Michaela Bürger-Koftis

Firenze : Giuntina, copyr. 2011

Diaspora

Résumé: Innegabile in questo libro l'elemento autobiografico perché le peregrinazioni per mezzo mondo del protagonista hanno veramente contrassegnato l'infanzia e l'adolescenza dell'autore. Ma, nel raccontare con leggerezza e ironia il destino di questa famiglia di ebrei sovietici in cerca di una nuova patria, Vertlib descrive situazioni che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: le difficoltà di integrazione dei migranti, lo scontro con burocrazie crudeli, la diffidenza dei "locali" nei confronti dello straniero, il miraggio di un lavoro sicuro, le complicazioni (ma anche la ricchezza) del plurilinguismo. In più, e non poteva essere diversamente, un altro tema tutt'altro che secondario compare in queste pagine, quello, eterno, dell'identità ebraica, che attraversa sottotraccia quasi tutte le pagine, anche quelle apparentemente leggere o scherzose.

La fiancée des corbeaux
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Frégni, René

La fiancée des corbeaux / René Frégni

[Paris] : Gallimard, 2011

Ce qu'aimer veut dire
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Lindon, Mathieu

Ce qu'aimer veut dire / Mathieu Lindon

Paris : POL, 2011

G229
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Blondel, Jean-Philippe

G229 : roman / Jean-Philippe Blondel

Paris : Buchet/Chastel, 2011

La blessure la vraie
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Bégaudeau, François

La blessure la vraie / François Bégaudeau

[Paris] : Verticales, 2011

Tempo d'estate
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Coetzee, J.M.

Tempo d'estate : scene di vita di provincia / J.M. Coetzee ; traduzione di Maria Baiocchi

Torino : Einaudi, copyr. 2010

Résumé: J. M. Coetzee è morto. Un giovane accademico inglese decide di scrivere la biografia del premio Nobel sudafricano: si soffermerà in particolare sulla prima metà degli anni Settanta quando lo scrittore, appena tornato dagli Stati Uniti e ancora ben lontano dalla fama letteraria, viveva al limite dell'indigenza insieme al padre in una modesta villetta. Per farlo, intervista alcune persone che lo conobbero - tra cui due donne che ebbero una relazione con lui - e che gli furono vicine durante quei difficili anni di apprendistato alla vita. Perché, sebbene abbia più di trent'anni, John Coetzee appare un uomo inadatto alla vita adulta, bloccato nella condizione di figlio, incapace di mantenere una relazione con le donne, un solitario chiuso in se stesso, un amante freddo e maldestro un insegnante controvoglia, uno scrittore tutt'altro che talentuoso. Ma la caratteristica che più di tutte emerge dai racconti dei testimoni è la profonda sfiducia che il futuro autore di Aspettando i barbari sembra nutrire verso il linguaggio e la capacità degli uomini di comunicare - e di conoscere se stessi - attraverso le parole. Per queste sue memorie d'oltretomba terzo momento dell'affresco autobiografico delle Scene di vita di provincia, Coetzee scompagina le carte: non solo perché immagina la propria morte e ne affida il racconto a testimoni forse non cosi affidabili, ma perché spinge fino al punto di non ritorno le categorie stesse di autobiografia e finzione, di identità e realismo.

Uomini si diventa
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Chabon, Michael

Uomini si diventa / Michael Chabon ; traduzione di Matteo Colombo

Milano : Rizzoli, 2010

Rizzoli la scala

Résumé: Dopo grandi romanzi come Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, con cui ha vinto il premio Pulitzer, Michael Chabon si cimenta qui in un'impresa del tutto nuova, un libro diverso e forse il più vero che abbia mai scritto. Tra queste pagine, senza peli sulla lingua e con una straordinaria capacità di aprire squarci di senso nuovi nella realtà di ogni giorno, il grande scrittore reinventa la propria storia di figlio, di marito e soprattutto di padre, dando vita a una sorta di appassionata autobiografia che quasi si fa romanzo. In un formidabile intreccio di storie, Chabon evoca un'infanzia in cui ha goduto di libertà precluse ai bambini di oggi, il divorzio dei genitori, la vertiginosa commedia dell'adolescenza, la scoperta della cultura pop, la fine di un matrimonio sbagliato, l'incontro con la compagna della sua vita; e rivive quei momenti attraverso le esperienze dell'irresistibile quartetto di figli che con la moglie si trova a crescere ed educare, sapendo fin troppo bene che un padre altro non è che un uomo che fallisce ogni giorno. Uomini si diventa è un manuale poco pratico di paternità, un timido manifesto sul maschio di oggi, ma anche una vita ricostruita per frammenti, la vera storia di un grande inventore di storie.

Gran bella cosa è vivere, miei cari
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Hikmet, Nazim

Gran bella cosa è vivere, miei cari : romanzo / Nazim Hikmet ; trduzione di Fabrizio Beltrami ; a cura di Giampiero Bellingeri

Milano : A. Mondadori, 2010

Scrittori italiani e stranieri

Résumé: Pubblicato nel 1962, un anno prima della sua morte in esilio a Mosca, Gran bella è cosa vivere, miei cari è un romanzo la cui gestazione ha accompagnato gran parte della vita di Hikmet. Pur trattandosi di un'opera di fiction, le vicende che Hikmet racconta sono attinte dalla sua biografia: sua è la voce del narratore, un uomo morso da un cane rabbioso che attende la fine del periodo di incubazione isolato in una capanna dell'Anatolia lasciandosi andare alle intermittenze della memoria e del cuore; suo è il materiale di vita che si accumula nelle pagine, gli squarci sull'infanzia, i momenti di attivismo politico, le sofferenze dell'esilio; suo l'incancellabile ricordo di un'amatissima donna, Anushka, sfuggente e contesa. Ma definire questo romanzo come semplicemente autobiografico sarebbe oltre modo riduttivo. Perché scorre nelle sue pagine una forza creativa che attinge alla poesia di Hikmet e a tutta la sua opera, in un singolare procedimento che si potrebbe semmai definire autobiografico.

Niente che mi riguardi
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Galloway, Janice

Niente che mi riguardi / di Janice Galloway ; traduzione di Assuero Aimone V.

Roma : Gaffi, copyr. 2010

Godot

Résumé: Attraverso il ricordo di un'infanzia vissuta in Scozia tra gli anni '50 e '60, Niente che mi riguardi racconta come l'autrice, bambina introversa e balbuziente, riesca a trovare dentro di sé quella voce che farà di lei una scrittrice affermata. Con un padre alcolizzato e violento e una madre che dichiara apertamente di non averla mai voluta, il primo istinto di Janice non è di agire, ma di osservare, vigile e cauta. Dopo la traumatica separazione dei genitori, si ritrova a vivere in una soffitta insieme alla madre e alla sorella più grande, Cora, egoista e sadica, che a sua volta si è lasciata alle spalle un marito e un figlio dei quali sembra non sentire la mancanza. A questo punto il chiudersi in se stessa diventa una forma di sopravvivenza, mentre scrittura e musica le consentono di crescere superando paure e umiliazioni. Al quadro degli sconvolgimenti infantili narrati con ironia amara, si accompagna il ritratto più generale di un'epoca in cui le donne sembrano votate all'infelicità e alla frustrazione. L'autobiografismo esplicito ed estremamente selettivo della Galloway non si nega mai alla scoperta e alla rivelazione: il risultato è un romanzo di rara efficacia, privo di sbrodolature sentimentali, che scava e commuove.

La gita delle ragazze morte
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Seghers, Anna

La gita delle ragazze morte / Anna Seghers ; a cura di Rita Calabrese

Venezia : Marsilio, 2010

Letteratura universale Marsilio. Gli elfi

Résumé: Considerato uno dei più grandi racconti della letteratura tedesca, La gita delle ragazze morte (1943-44) unisce felicemente gli aspetti apparentemente inconciliabili dell'opera di Anna Seghers: impegno politico e dimensione mitica, fedele rappresentazione della realtà e trasfigurazione della parola poetica, coralità e autobiografia. Viaggio nel ricordo e ricordo di un viaggio, una gita scolastica a ridosso della prima guerra mondiale diventa l'affresco di un'epoca e attraverso i destini individuali raffigura il suicidio di un'intera società. Sguardo femminile, dolente confronto con l'ebraismo, tecniche della visualità s'intrecciano nella riflessione su appartenenza collettiva e responsabilità individuale in tempi oscuri, sui grandi temi della vita e della morte, come messaggio di speranza in un linguaggio di palpitante attualità.

La plage des demoiselles
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Livres modernes

Nadaud, Alain

La plage des demoiselles : récit / Alain Nadaud

[Paris] : Scheer, 2010

La mia lotta / Karl Ove Knausgard ; traduzione di Lisa Raspanti. 1
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Livres modernes

Knausgard, Karl Ove

La mia lotta / Karl Ove Knausgard ; traduzione di Lisa Raspanti. 1 / Karl Ove Knausgard ; traduzione di Lisa Raspanti

Résumé: Raccontare la vita, con le sue banalità, i suoi drammi, le tragedie, le gioie, le delusioni e i tradimenti, esperienze in cui, più o meno, chiunque di noi può ritrovarsi: un'impresa per molti folle, scomoda, forse persino inutile, ma che nelle mani di Karl Ove Knausgård acquista un senso e un fascino particolari. Varcata la soglia dei quarant'anni, infatti, l'autore norvegese impugna la penna e realizza un'opera imponente, affrontando con franchezza disarmante i nodi principali della propria vita, di uomo e di artista. Un percorso che, quasi naturalmente, prende avvio dall'infanzia, da quel rapporto sofferto con la figura del padre, così distante, così insondabile, che diventa l'oggetto principale della riflessione di questo primo volume. Una narrazione appassionata ed emozionante, che sorprende per le osservazioni profonde e originali.

Questions à mon père
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Fottorino, Éric

Questions à mon père / Eric Fottorino

[Paris] : Gallimard, 2010

La montagne des boeufs sauvages
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Livres modernes

Pelot, Pierre

La montagne des boeufs sauvages / Pierre Pelot

Paris : Hoëbeke, 2010

Étonnants voyageurs

Spazi vuoti
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Livres modernes

Hrabal, Bohumil

Spazi vuoti : ottobre, novembre, dicembre 1985 / Bohumil Hrabal ; a cura di Giuseppe Dierna

Torino : Einaudi, copyr. 2010

Letture Einaudi ; 31

Résumé: Conclusione della trilogia autobiografica iniziata con Le nozze in casa, Spazi vuoti (1985) racconta gli anni tra il '63 e il '73, la nouvelle vague praghese, il successo letterario, e poi i carri armati sovietici, i libri mandati al macero, l'abbandono forzato della vecchia casa e il trasloco in un anonimo palazzo di periferia. Attraverso la voce della moglie Pipsi, Hrabal si mette a nudo rivelando ciò che si nasconde dietro la maschera dello sbruffone da osteria: le sue piccole vigliaccherie, il narcisismo, l'amore per i gatti, la paura delle malattie e il terrore della morte. L'ultimo tassello dell'autobiografia di uno scrittore-personaggio negli anni più belli e più drammatici del suo Paese.

Le troisième ciel
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Baby, Yvonne

Le troisième ciel : roman / Yvonne Baby

[Paris] : Scheer, 2010

Il film dei miei ricordi
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Colussi Pasolini, Susanna - Pasolini, Pier Paolo

Il film dei miei ricordi / Susanna Colussi Pasolini ; con poesie in friulano di Pier Paolo Pasolini ; a cura di Graziella Chiarcossi

Milano : Archinto, copyr. 2010

Résumé: Tra le carte di casa Pasolini sono stati trovati alcuni quaderni scritti a penna con grafia ordinata, sintassi chiara e pulita, chiusi in un involucro di cartone legato con lo spago. È il manoscritto di un romanzo compiuto; l'autore però non è il noto scrittore, ma sua madre, Susanna Colussi, che ha vissuto tutta la vita accanto al figlio. Molto probabilmente Pier Paolo non ha mai letto quelle pagine. Non sapeva che la madre si chiudeva in camera sua, spesso alla controra, per scrivere un lungo racconto dedicato ai Colussi, nati in Friuli, a Casarsa della Delizia, provincia di Pordenone. È la storia della famiglia di Susanna, dal periodo napoleonico alla prima decade del Novecento, una rassegna di ritratti e di fatti descritti con dovizia meticolosa di dettagli. Ne vien fuori un affresco storico che racconta in modo solare e insieme drammatico la povertà dignitosa con cui l'Italia entra nel nuovo secolo. Alcuni degli episodi e dei personaggi presenti in questo romanzo compaiono nell'opera giovanile di Pasolini, nei suoi versi in friulano. Segno che Susanna ha trascorso del tempo con il figlio dedicandosi al racconto delle storie vere della sua famiglia, e facendolo così appassionare alla narrazione della realtà. (Con poesie in friulano di Pier Paolo Pasolini)

L'orfelin
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Lacroix, Alexandre

L'orfelin : roman / Alexandre Lacroix

[Paris] : Flammarion, 2010