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Il vile agguato
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Livres modernes

Deaglio, Enrico

Il vile agguato : chi ha ucciso paolo Borsellino : una storia di orrore e menzogna / Enrico Deaglio

Milano : Feltrinelli, 2012

Serie bianca

Résumé: A Paolo Borsellino piaceva citare liberamente dal Giulio Cesare di Shakespeare una frase secondo cui "è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". È un paradosso terribile che questi vent'anni abbiano condannato proprio lui a morire molte volte, ucciso in innumerevoli versioni da colpevoli sempre diversi. È stato lo stato, lo stato mafia, la mafia stato; il doppio stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell'Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Il fatto è che l'omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un momento storico e di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. "Tale è stato il destino del nostro eroe; e l'Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un'impresa quasi impossibile." Ma quello che è possibile fare è scavare nel mosaico sepolto, separare le tessere vere da quelle false, ripulire, rimetterle in ordine e raccontarle.

La bomba
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Livres modernes

Deaglio, Enrico

La bomba : cinquant'anni di Piazza Fontana / Enrico Deaglio

Milano : Feltrinelli, 2019

Fuochi

Résumé: Pinelli è stato assolto, da Napolitano, nel 2009. Quarant’anni dopo. Calabresi è considerato un martire cattolico e ha in corso un processo di beatificazione. Il giudice Salvini, che ha scoperto i veri autori della bomba, accusa la magistratura milanese di aver taciuto colpevolmente per decenni. Due militanti anarchici scoprono dopo quarantacinque anni che quella notte, in questura, tutti hanno mentito. E l’orribile segreto è che furono tutti pedine di un grande gioco dei servizi segreti. I famosi, sconosciuti, “Affari Riservati”. Questo è un viaggio nella memoria, che ha l’andamento di un giallo. La Banca che non c’è più ma conserva l’insegna, le due lapidi per Pinelli, una vicina all’altra, e la loro storia, il palazzo di giustizia dell’era spagnolesca in cui si processarono gli anarchici per l’attentato al Teatro Diana, l’incredibile percorso di appena cento metri che Valpreda avrebbe percorso in taxi. Sono passati cinquant’anni, ma ci sono domande che ancora non hanno una risposta. Perché, per esempio, venne scelta la Banca nazionale dell’agricoltura? L’anno più tetro della storia italiana continua a essere pieno di misteri irrisolti. Tra le bombe e i depistaggi scopriamo la vera storia del tassista Rolandi e della sua accusa a Valpreda, conosciamo il gruppo di assistenti della Cattolica che per primi cominciarono a dubitare del suicidio di Pinelli, incontriamo Guido Lorenzon, un professore di francese di Maserada sul Piave che risolse il caso già lunedì 15 dicembre e lo comunicò alla giustizia. In quell’anno la musica e l’arte, con la Guernica di Enrico Baj, cambiarono Milano.