Sapienza, Goliarda

(Persona)

 

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× Date 2010

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L'arte della gioia
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Livres modernes

Sapienza, Goliarda

L'arte della gioia / Goliarda Sapienza ; prefazione di Angelo Pellegrino ; postfazione di Domenico Scarpa

4. ed.

Torino : Einaudi, 2010

Super ET

Résumé: "L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato da molti editori, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscì in Francia ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana in cui si fondono carnalità e intelletto. Modesta nasce in una casa povera ma fin dall'inizio è consapevole di essere destinata a una vita che va oltre i confini del suo villaggio. Ancora ragazzina è mandata in un convento e successivamente in una casa di nobili dove, grazie al suo talento e alla sua intelligenza, riesce a convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere, sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive. "L'arte della gioia" è l'opera scandalo di una scrittrice. È un'autobiografia immaginaria. È un romanzo d'avventura. È un romanzo di formazione. Ed è anche un romanzo erotico, e politico, e psicologico. Insomma, è un romanzo indefinibile.

Io, Jean Gabin
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Livres modernes

Sapienza, Goliarda

Io, Jean Gabin / Goliarda Spienza ; postfazione e cura di Angelo Pellegrino

Torino : Einaudi, copyr. 2010

Résumé: Può una bambina - lasciata interi pomeriggi nel ventre sicuro di un cinematografo - arrivare a identificarsi totalmente con Jean Gabin? Sì, se quella bambina è Goliarda Sapienza. L'attore simbolo di un certo modo di stare al mondo, l'icona anarchica del cinema francese, le calza a pennello. Goliarda bambina, non appena esce dal Cinema Mirone, è Jean Gabin, e scorrazza per i vicoli di Catania traboccanti di vita e di malaffare come Jean per quelli di Algeri. Incontra prostitute filosofe, pupari, la vita pullulante della Civita in tutte le sue forme, comprese quelle magmatiche dei corpi lunghi di draghi neri scolpiti nella lava sotto i balconi. E quando rientra a casa, trova un'altra forma di vita altrettanto disordinata e imprendibile: quella della sua famiglia senza fine. Un padre avvocato amato dai poveri e odiato dai fascisti, ma da tutti rispettato e temuto; una madre socialista impegnata durante il Ventennio a trasformare il suo appartamento catanese in un focolaio di resistenza e di controcultura; una tribù di fratelli acquisiti, ognuno intento a seguire i suoi sogni, contagiosamente. Io, Jean Gabin racconta tutto questo raccontando un pugno di giorni. Un tassello della autobiografia della contraddizioni dell'autrice. Un romanzo postumo e assolutamente inedito in cui c'è la stessa energia stilistica dell'Arte della gioia, il piglio, lo slancio, la spavalderia di Modesta bambina: la carusa tosta che è divenuta un personaggio indimenticabile della letteratura del Novecento.