Heller-Roazen, Daniel

(Persona)

 

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Il tatto interno
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Livres modernes

Heller-Roazen, Daniel

Il tatto interno : archeologia di una sensazione / Daniel Heller-Roazen ; traduzione di Giuseppe Lucchesini

Macerata : Quodlibet, copyr. 2013

Quaderni Quodlibet ; 42

Résumé: "L'archeologia della sensazione delineata in questo libro non soltanto getta una nuova luce su alcuni problemi fondamentali nella storia del pensiero occidentale, ma permette di porre con chiarezza un problema su cui filosofi e scienziati non potranno in futuro fare a meno di interrogarsi: qual è il senso col quale, al di qua o al di là della coscienza, sentiamo di esistere?" (Giorgio Agamben). Cosa vuol dire sentirsi vivi? A questa domanda Daniel Heller-Roazen risponde elaborando l'archeologia di un solo senso, quel "tatto interno mediante il quale percepiamo noi stessi". In venticinque concisi capitoli, che spaziano liberamente dalla cultura antica e medievale a quella moderna, l'autore analizza un insieme di fenomeni esemplari che hanno giocato un ruolo cruciale nella definizione - filosofica, letteraria, psicologica e medica - dell'esistenza animale. Con quest'opera, sensazione e sentimento di sé, sonno e veglia, estetica e anestesia, natura animale e natura umana, coscienza e incoscienza - acquistano un nuovo significato.

Ecolalie
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Livres modernes

Heller-Roazen, Daniel

Ecolalie : saggio sull'oblio delle lingue / Daniel Heller-Roazen ; traduzione di Andrea Cavazzini

Macerata : Quodlibet, copyr. 2007

Quaderni Quodlibet ; 27

Résumé: Dal punto di vista medico, l'ecolalia è quel disturbo che consiste nel ripetere involontariamente parole o frasi pronunciate da altre persone, un fenomeno che, fin dal diciannovesimo secolo, è stato oggetto di studio principalmente della psichiatria. Daniel Heller-Roazen dà a questa patologia un significato inedito, riconducendola alle radici più profonde del linguaggio stesso. Nei ventuno capitoletti del volume, in cui la filosofia sembra ricongiungersi alla lingua del mito e della fiaba, si declina nei modi più inaspettati una tesi di fondo: ogni lingua è l'eco di un'altra, e continua a portarne testimonianza. Radicalizzando, ogni lingua è l'eco di quella babele infantile la cui cancellazione rende possibile la parola. Tale tesi trova riscontro nei territori più diversi: la mitologia, la psicoanalisi, la teologia, la letteratura, la linguistica. Apre una nuova prospettiva sul rapporto fra oralità e scrittura e su facoltà umane come la memoria e l'oblio. E si rivela una chiave di lettura incredibilmente versatile, in un percorso che, in queste ventuno ecolalie, porta da Ovidio a Dante, da Edgar Allan Poe a Elias Canetti, dalle lingue sacre dell'ebraismo e dell'islam ai dialetti in via di sparizione, dalla lingua materna dei poeti alla lingua ideale dei dotti.