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Canone inverso
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Maurensig, Paolo

Canone inverso

Milano : A. Mondadori, 1996

Résumé: Il canone inverso è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.

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Canone inverso, Paolo Maurensig
Dall’incontro del 17 gennaio 2019

Il racconto inizia a Vienna con l’acquisto all’asta da parte di un distinto signore di un violino molto particolare realizzato dal liutaio austriaco Jacobus Stainer. Il violino è impreziosito da un’intaglio sul cavigliere che rappresenta un volto umano deformato dal dolore. Tutto il romanzo ruota intorno al prezioso violino e ai suoi possessori, siano essi legittimi oppure no. Uno scrittore, venuto a conoscenza delle vicende legate a uno dei proprietari del prezioso strumento musicale, ne vorrebbe narrare la storia e, per questo, si mette sulle sue tracce arrivando fino all’ultimo acquirente e trovando così la conferma della sua reale esistenza. Ma la storia narrata in questo romanzo è molto più articolata di quel che sembra inizialmente e conduce il lettore in un antro brulicante di passioni, di emozioni, di misteri e di mezze verità che ora prende la forma del rigido collegio per giovani musicisti dove avviene l’incontro tra Jeno e Kuno, i due personaggi attorno ai quali si sviluppano le vicende principali; ora del castello di Hofstain in Tirolo, luogo denso di memoria, casa di Kuno in cui viene ospitato l’amico Jeno per un lungo periodo, durante il quale si sviluppa in Kuno il seme della follia trasformando il promettente musicista in quello che sarebbe stato più avanti, dopo l’internamento presso l’ospedale psichiatrico, un barbone senza dimora. Maurensig offre ai suoi lettori un romanzo cupo, pesante ma intenso, evocativo, scritto in uno stile solenne dal sapore antico adatto a sostenere l’avvicendarsi degli avvenimenti e la loro collocazione storica. Le vicende narrate, infatti, si snodano nel periodo dell’ascesa nazista, se ne possono cogliere riferimenti tra le righe ma, soprattutto, se ne percepisce la pesantezza che permea, con la sua ombra sinistra, tutto il racconto. Il romanzo è inserito in un clima di sospensione temporale, che rimanda, da subito, a qualcosa di ignoto se non addirittura minaccioso. La trama è presentata da tre narratori: lo scrittore, che intravede la possibilità, sempre procrastinata, di scrivere una storia che parli di musica e musicisti; Jeno Varga (Kuno), il violinista ambulante, che racconta le singolari vicende della propria vita ad uno scrittore sconosciuto; l’Io narrante, che si scoprirà solo alla fine essere Gustav Blau, zio di Kuno, misterioso acquirente del violino. I tre narratori parlano di musica, ne filosofeggiano, ne gustano la sostanza, ne descrivono il rapimento interiore che essa induce nei musicisti che eseguono i brani ma anche negli ascoltatori, poi essa finisce e cessa di esistere, ma se ne può sentire risuonare l’eco anche quando l’esecuzione si conclude e rimane una sottile vibrazione che tutto pervade e attraversa. La particolare struttura del romanzo si evince fin dal titolo: “Canone inverso”, ad un certo punto, come nella musica, il romanzo cambia andamento, torna al punto d’inizio, svelando... ma non del tutto l’identità dei narratori. Come nella vicenda di Sisifo il masso rotola sempre indietro, così nel romanzo si torna a capo. Rimane al lettore trarre le conclusioni o ricominciare il romanzo d’accapo per comprenderne meglio i punti salienti, i molti temi toccati: la passione, il talento, l’amicizia, l’ossessione, la follia…

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