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Gli ultimi messaggi del Forum

Verde brillante - Stefano Mancuso, Alessandra Viola

Cos'è l'intelligenza? Rispondere a questa domanda è il primo passo per attribuire l'aggettivo "intelligente" a cose o persone. Con spirito analitico e scientifico, gli autori discutono tutte le possibili sfaccettature dell'intelligenza applicate al mondo vegetale: l'evoluzione, i sensi, la comunicazione. Le piante non hanno un naso come noi ma sentono gli odori, non hanno zampe ma si muovono, non hanno un cervello ma...risolvono problemi. Un libro che inizia dal problema principale, ovvero i pregiudizi: le piante sono immobili, passive, non pensano, non vedono. Eppure ancora oggi occupano più del 90% della biomassa (l'uomo, mammifero "dominante", rimane a uno zero virgola...). Solo con grande "intelligenza" sono riuscite a conquistare il pianeta.

La donna è un'isola - Audur Ava Ólafsdóttir

Libro impegnativo e faticoso, a volte claustrofobico. Il punto di vista è interno alla protagonista, che parla in continuo ma mai virgolettata (non è chiaro cosa dice e cosa pensa soltanto). La sensazione è di chiusura, forse tipicamente nordica, forse legata all'animo della strana protagonista. Sono contenta di averlo letto ma anche di averlo finito.

Mio fratello rincorre i dinosauri [VIDEOREGISTRAZIONE] - regia: Stefano Cipani

Tratto da una storia vera (Giacomo Mazzariol è l'autore del romanzo da cui è tratto). Complimenti alla scelta degli attori, dai genitori di Jack, al suo migliore amico Vitto, a Jack stesso, e alla mitica zia: donano al film spensieratezza (forse un po' ideale a tratti!) ed espressività. Il giovane Jack, nel suo percorso di crescita e accettazione, riesce ad affrontare la vergogna e la miseria delle sue azioni (nel film sembrano solo piccoli dispetti, ma a pensarci sono davvero gravi anche per un quattordicenne), anche grazie alle persone che gli vogliono bene e lo circondano.
Un film più leggero del tema che tratta, che riesce a intrattenere e far riflettere al tempo stesso.

La terra, il cielo, i corvi - testi: Teresa Radice

È incredibile come il disegno possa comunicare molto più di tante parole. Specialmente se queste si alternano tra russo, italiano e tedesco, nella speranza che il lettore ci capisca poco, esattamente come il malassortito trio di protagonisti. Percorriamo questa fuga (fuga?) dal punto di vista interno di Attilio, l'italiano/alpino/zingaro. Ad accompagnarci nell'inverno russo, una girandola di citazioni e degli acquarelli sobri, che si rasserenano solo nel finale.

La lista delle cose semplici - Lucia Renati

Non ricordo qual è stata l'ultima volta che un libro mi ha commossa, o se è mai accaduto. Da chiuderlo prima ancora di averlo finito, chiudere gli occhi, trattenere il fiato, e lasciar scendere due lacrime dal magone. Non so se è il libro in sé o le corde personali che va a toccare.
Mi è piaciuta l'alternanza tra il registro spensierato infantile e quello cinico adulto, che va in parallelo coi flashback e la narrazione attuale. Se in alcuni punti sembra di leggere delle frasi fatte, aiuta tener presente che la vicenda è autobiografica: è difficile criticare chi ha vissuto un così grande dolore e tenta di trovare le parole per raccontarlo, se pur in un romanzo che non si discosta molto dalla realtà (anche temporalmente, la vicenda è collocata 6 anni in avanti rispetto all'incidente originale. Inoltre, l'autrice perse due sorelle, di cui una gemella: nel libro sono condensate in una sola).
Merita una lettura a cuore aperto.

Quaderni russi - Igort

Ho letto questa graphic novel dopo "Quaderni ucraini". Trovo molto belli lo stile dell'impaginazione e il tipo di carta, spesso e ruvido. Nel capitolo russo, Igort raccoglie testimonianze legate soprattutto alla guerra in Cecenia e alla giornalista che tentava di indagare e denunciare le violenze dell'esercito russo (ahimé assassinata). Bello.

L'incredibile viaggio delle piante - Stefano Mancuso

Bellissimo. Sarà che mi sto appassionando ai segreti dell'evoluzione della vita sulla terra, e che l'autore ci regala delle pillole di curiosità interessantissime. Insomma, dall'acacia solitaria (e sfortunatissima) del deserto, all'avocado a cui manca un mastodonte, leggendo questo libro ho imparato molte cose non solo sul mondo delle piante, ma delle relazioni fra esse e gli altri esseri viventi. Uomo in primis, che ci mette la zampa sconvolgendo equilibri cresciuti nei millenni: c'è chi trasporta una specie da un capo all'altro della terra, chi introduce un predatore (che si mangiò l'erbivoro, che mangiava il frutto... che al mercato non si comprò più) scatenando estinzioni di massa. E c'è chi, semplicemente, investì ripetutamente con un camion l'ultimo esemplare di una foresta antica!

L'altra verità. Diario di una diversa

Alda Merini, L’altra verità: diario di una diversa

Dall’incontro del 9 giugno 2022

Un libro di Alda Merini, poetessa milanese che ha caratterizzato la cultura del ‘900. Il diario racchiude la cruda narrazione dell’esperienza, vissuta dall’autrice nell’arco di un decennio, all’interno della struttura manicomiale Paolo Pini di Milano. In un periodo storico in cui le persone cosiddette “diverse” venivano allontanate dalla vita sociale e rinchiuse, perché ritenute pericolose per se stesse, ma soprattutto per gli altri, la Merini racconta, prima in forma di diario e poi usando stili diversi, la vicenda del proprio internamento, avvenuto a causa di comportamenti ritenuti non “normali” cioè non conformi alle aspettative comuni del tempo.

Prima della riforma Basaglia del 1978, che ha permesso la chiusura dei manicomi, la “cura” delle persone con problemi psichici consisteva nell’essere espulse dalla società, private di ogni simbolo identitario e contenute con la somministrazione di farmaci e sedute di elettroshock.

La Merini, con uno stile semplice e lineare, insieme alla sensibilità artistica che la contraddistingue, racconta con realismo ogni aspetto della vita in struttura, osservando e riferendo, con una lucidità inaspettata per una persona nelle sue condizioni, ogni aspetto dell’agire umano. Dalla sua posizione di ricoverata, infatti, scruta, annota, rivela, penetra nei risvolti della propria sofferenza per poi percorrerli in ogni anfratto. L’autrice si interroga sul significato che assume, di volta in volta, la malattia mentale, osserva i propri amici ricoverati, li declama nelle sue poesie, essi, infatti, non avendo ruoli sociali da interpretare risultano autentici, liberi da sotterfugi o imbrogli. Un’umanità dolente, sospesa, esposta alla mercé di chi la tiene in mano, ma capace di gesti altruistici, disponibile a donare momenti d’amore, integri, nella loro purezza e genuinità. Ed ecco che, in conclusione, la domanda che sale a ogni riga e che rimane sospesa è: Chi esterna se stesso in modo inusuale è un folle? Oppure sono gli altri, i pazzi, coloro che, imbrigliati in una vita consona, accettata e accettabile, celano la propria unicità? La Merini ci parla di persone, scevra da pregiudizi, riesce a individuarne storture e difetti, riconoscendo e rivelando magistralmente le proprie e altrui emozioni.