La botanica di Raffaello: il Rinascimento, la scoperta dell’Antico e quella del Nuovo Mondo

Giulia Caneva

Martedì 8 settembre 2020 alle ore 21.00 si è tenuta la conferenza online della Prof.ssa Giulia Caneva dal titolo La botanica di Raffaello: il Rinascimento, la scoperta dell’Antico e quella del Nuovo Mondo.  La natura raffigurata da Raffaello come “inventario” di biodiversità. Una selezione di immagini di elementi vegetali per scoprire i tre linguaggi iconografici impiegati da Raffaello nei paesaggi, negli ambienti fantastici e nella rappresentazione naturalistica.

La conferenza è visibile in streaming video

La conferenza è inserita nella rassegna BiblioRencontres PréVerts 2020

Scaricate la locandina dell'evento.

Comunicato stampa

 

 

Giulia Caneva, professore ordinario di Botanica Ambientale e Applicata, Università degli studi Roma Tre. Coautrice del libro “Raffaello e l'immagine della natura. La raffigurazione del mondo naturale nelle decorazioni delle Logge vaticane.” Il 31 gennaio scorso ha ricevuto il Premio "Arte e Scienza" bandito dalla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli.


Sulla scia del nuovo spirito del Rinascimento, Raffaello e gli artisti della sua scuola, in particolare Giovanni da Udine, abbandonarono lo stile di rappresentazione della natura tipico del Medioevo (Levi D’Ancona, 1977; Dacos, 2009). La “Loggia di Amore e Psiche” nella residenza di Agostino Chigi a Roma, così come la “Loggia di Raffaello” in Vaticano, rappresentano esempi eccezionali di questo nuovo interesse per la natura e della nuova reinterpretazione dell’arte antica. Si tratta in entrambi i casi di meravigliosi e rilevanti esempi di “inventari” della biodiversità, i quali raccolgono migliaia di immagini di elementi vegetali, per un totale di circa 170 differenti specie nella “Loggia di Amore e Psiche” e 100 nel caso della “Loggia di Raffaello”. Nel caso della residenza dei Chigi (oggi nota come Villa Farnesina e sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei) la diversità vegetale detiene il record assoluto per quanto riguarda la ricchezza ed il numero di specie, le quali vanno a costituire i festoni rappresentati sulla volta della Loggia. È inoltre opportuno sottolineare che è proprio qui che è possibile datare le prime rappresentazioni della presenza, in Europa, di specie provenienti dal continente americano, a meno di venti anni dal ritorno di Cristoforo Colombo dalla sua prima spedizione (ad esempio, Zea mays e Cucurbita maxima, C. moschata, C. pepo) (Caneva, 1992; Janick e Caneva, 2005). Nel caso della “Loggia di Raffaello” in Vaticano, l’artista utilizza tre differenti linguaggi iconografici per rappresentare la Natura (Caneva e Carpaneto, 2010). Il primo è impiegato per le rappresentazioni dei paesaggi, necessari per le raffigurazioni delle scene Bibliche: ambienti tipicamente palestinesi sono qui convertiti in paesaggi più simili a quelli montani dell’Appennino (Italia). Il secondo è ispirato alla rappresentazione del “fantastico” dell’Antica Roma, derivante dallo stile grottesco e dall’imitazione degli affreschi della villa di Nerone (Domus Aurea) (Dacos, 1969). Qui l’idea della continua metamorfosi della Natura è il carattere dominante, probabilmente senza una comprensione profonda della filosofia degli Antichi. L’ultimo è un linguaggio naturalistico, che utilizza frutti, fiori e radici, o piante di interesse agricolo ed ornamentale, per creare festoni augurali unici (vedi immagine sottostante). Considerando sia il punto di vista della storia dell’arte che il campo della botanica storica, queste opere di Raffaello e della sua scuola rappresentano dei veri e propri punti cardinali della cultura occidentale (Caneva et al., 2005; Sgamellotti e Caneva 2017).

Bibliografia di Giulia Caneva reperibile nel Sistema bibliotecario regionale