Il nuovo Hotel de ville e la nascita della Piazza Charles-Albert.

E’ noto che il primo vero e proprio municipio di Aosta consisteva, a inizio Ottocento, in tre sale per il Consiglio, ricavate nella caserma realizzata nel 1802, durante la rivoluzione francese, sulle rovine dell’ex convento di San Francesco (la cui origine risale al 1352) e in parte in locali nuovi. Nel 1836 si decise di abbatterlo perché pericolante, e di ricostruirlo per intero.

In attesa del nuovo edificio, dal 1837 il consiglio comunale si riunì nella maison Perrod (prima casa corrispondente all‘attuale profumeria Vallacqua, all’inizio di via De Tillier).

Dopo ben due progetti realizzati da due professionisti, uno aostano e l’altro piemontese, bocciati entrambi per le pesanti inesattezze e per il costo elevato, un architetto torinese, allora in auge, Michelangelo Bossi, portò finalmente a termine il progetto, presentato al Consiglio il 6 marzo 1839 meritandosi “le tribut ddes éloges”.

La posa della prima pietra avvenne tra il 13 e il 15 luglio 1839, con grandiosi festeggiamenti. Per l’occasione si modificò anche l’intitolazione della piazza antistante il costruendo edificio, da Place Saint-Francois a Place Charles-Albert (re di Sardegna), che dopo la seconda guerra mondiale diventerà  Place Emile Chanoux, in onore del martire della Resistenza.

In soli 3 anni, con una velocità sorprendente, il nuovo Hôtel de Ville venne consegnato all’amministrazione (il 3 ottobre 1842), presentando però, da subito, molti gravi difetti (parte dei soffitti già crollati, tetto rovinato, crepe nei muri, fognature intasate, ecc..) , motivo di lunghe cause civili tra Bossi e il comune di Aosta,  protratte per almeno 14 anni.

Tuttavia, pur senza grande entusiasmo per il penoso risultato del nuovo palazzo municipale, la vita continua e la piazza diventa la sede dell’animatissimo  mercato, come si vede dalla prima foto qui riportata.

In questa bella immagine si nota, di fronte al municipio, oltre alla quantità di prodotti esposti e di bancarelle, il monumento in marmo bianco, installato nel 1872, dedicato al dottor Laurent Cerise, medico valdostano famoso in tutta Europa per la scoperta della medicina psicosomatica, opera dello scultore valsesiano Giovanni Albertoni.

La statua venne poi trasferita nel 1924 nei giardini pubblici, per fare spazio ad un altro monumento (opera dello scultore Pietro Canonica), quello al “soldato valdostano” caduto nella prima guerra mondiale, sistemato in piazza nel 1818, cui si aggiunse, dopo il secondo conflitto mondiale, la data del 1945, a ricordo anche dei morti di quella guerra.

Sotto i portici avevano sede diverse attività, come il famoso Caffè Nazionale la cui saletta, decorata con gli stemmi delle famiglie nobili valdostane (La salle gothique)  pare essere l’ultimo resto dell’antico convento di San Francesco. Nei pressi del Caffè si trovavano i “Grandi Magazzini” di Pierre Molinar  e la bottega  del tonnelier Pomato, mal sopportata poiché vi si batteva il ferro producendo un fastidioso e continuo  rumore

E infine una nota di curiosità. Alla base della splendida facciata neo classica, si installarono, già durante i lavori al municipio, due pregevoli statue di personaggi in abiti succinti, raffiguranti i due fiumi (Buthier e Dora Baltea)  suscitando proteste dall’ambiente più conservatore e bigotto, e addirittura l’offerta, da parte del vescovo Mgr Jourdain di coprirne, a sue spese, le nudità, offerta  accettata dal Consiglio ma mai realizzata.

Bibliografia: L’Hôtel de Ville di Aosta.

Foto fondo fotografico dell’Archivio storico regionale