Per chi non avesse avuto modo di visitare, nel 2019, la mostra “Fragments de mémoire. Le cimetière du Bourg – Il cimitero di Sant’Orso ad Aosta (1782-1930),” proponiamo alcuni documenti, allora esposti, e conservati nell’Archivio del comune di Aosta, in deposito presso l’Archivio storico Regionale. L’esposizione tracciava la storia di un luogo dalla forte valenza simbolica, nel periodo compreso tra l’ultimo ventennio del XVIII secolo e il 1930, anno della sua definitiva dismissione.

Il 25 novembre 1777 fu emanato un editto con cui il re di Sardegna, per ragioni di igiene, imponeva l’allontanamento dei cimiteri dai luoghi abitati. Su sollecitazione del primo intendente del Ducato, Louis-Amé Vignet des Etoles, furono dunque effettuati molti sopralluoghi per individuare alcune aree adatte alle sepolture. Si tenne conto non solo delle necessarie distanze dagli abitati, ma anche della presenza di acque vicine e di venti “malefici”, forieri di malattie, come nel caso del prato del Plot (oggi Piazza della Repubblica) inadatto perché troppo vicino alle abitazioni, alle acque del Ru Meyran ed esposto ai venti del Piccolo San Bernardo.

Nel 1781, a seguito di nuova ordinanza del Magistrat de Santé, si decise infine di aprire due nuovi camposanti. Per il cimitero della Ville, destinato ad accogliere i defunti della Cité e delle parrocchie di Saint-Étienne e di Saint-Martin-de-Corléans, la scelta cadde su un terreno vicino alla cappella di Saint-Jean de Rumeyran (nei pressi dell’attuale Ospedale, in corrispondenza degli scavi archeologici in corso.

L’ordinanza del magistrato di Sanità del 1781.

 

Per il cimitero del Borgo fu individuato un prato a valle del mulino del Capitolo dei canonici di Sant’Orso, che ne era il proprietario, e che lo vendette al Comune. Anche il progetto di questo cimitero fu affidato al geometra Crosa. Il 3 novembre 1782 il nuovo cimitero del borgo di Sant’Orso fu benedetto dal priore della Collegiata, Christian-Jean-Adam Linty, e accolse la prima salma del Bourg, Jacobus Grosso.

Pianta dei vecchi cimiteri e del nuovo, del borgo Sant’Orso. 1781

 

In questa tavola/progetto sono raffigurate le due chiese di San Lorenzo (n. 1) e di Sant’Orso (n. 6) , con i cimiteri circostanti (nn. 2 e 5), e lo spazio che sarebbe stato adibito a nuovo camposanto (8) di Sant’Orso, con il dettaglio delle spese necessarie, firmato dal “mesureur” Jean-Antoine Droz. Ma ben presto si manifestò la necessità di ampliarlo sia per le leggi che si susseguirono, sia per l’aumento della popolazione.

Il primo ampliamento del cimitero del Borgo avvenne per iniziativa del conte Edoardo Crotti di Costigliole, famoso deputato conservatore che, il 26 novembre 1853, donò alla città di Aosta il terreno necessario per ingrandirlo verso Ovest, e vi costruì la splendida tomba di famiglia che ancor oggi si può ammirare. Molti aostani illustri, come l’inventore del telefono Innocenzo Manzetti, vi furono sepolti, e due spazi furono riservati ai bimbi morti senza battesimo e a i non cattolici. Seguirono, nell’Ottocento, le costruzioni di diversi nuovi cimiteri come il Cimetière des Cholériques, realizzato nella zona Paravera, per seppellire, senza alcuna formalità, le vittime del colera del 1867.

Il progetto della tomba di famiglia Zemoz- Tavernier