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Cime tempestose
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Brontë, Emily

Cime tempestose

Siena : Liberamente, copyr. 2009

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Abstract: Intriso di passioni turbinose come il vento del Nord che spazza la brughiera dello Yorkshire e sibila intorno all'antica casa della famiglia Earnshaw, chiamata Cime Tempestose, questo romanzo racconta con una potente drammaticità la storia di un nucleo famigliare diviso da odio profondo, contrasti e rotture insanabili. Tra tutti i sentimenti che si trovano in questo romanzo, l'amore ha un posto di primo piano, lacerante e divampante come il fuoco.

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Gaia ZAPPIA
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Era da molto tempo che accarezzavo l’idea di leggere “Cime tempestose”, spinta probabilmente dal desiderio di provare qualcos’altro di una Brontë dopo l’esperienza con “Jane Eyre”. Sapevo di una netta differenza tra chi ama e chi odia il romanzo di Emily, ma ciò mi ha incuriosita ancora di più e l’ho quindi preso in mano con aspettative decisamente alte. Adesso mi ritrovo qui a recensire un libro che, ahimè, ho impiegato quindici giorni a finire e per il quale provo emozioni contrastanti.

Innanzitutto la prima impressione è stata più che buona: il paesaggio desolante e allo stesso tempo misterioso e affascinante, le divertenti scene offerte da Mr. Lockwood, la cupa atmosfera e l’imponente figura di Heatcliff sono tutti elementi ottimi per tenermi incollata fino all’ultima pagina. Se ho impiegato così tanto tempo per terminarlo rimane un mistero anche per me. Non mancano i colpi di scena, le emozioni, lo stile non è eccessivamente pesante, eppure fino alla metà del libro ho fatto fatica a leggere più di due capitoli al giorno. Solo nella seconda parte sono stata interamente trasportata nella storia e mossa dalla curiosità di scoprire come si sarebbe conclusa.

Per quanto riguarda i personaggi non ho legato in modo particolare con nessuno, nonostante un interesse speciale verso Hindley, Cathy Linton, Hareton e Nelly. Per un certo periodo ho associato la figura di Heatcliff a quella del Severus Piton di “Harry Potter”: entrambi si struggono per amore, sono malvisti, nessuno apparentemente piangerebbe per la loro morte. Tuttavia mi sono dovuta ricredere: Heatcliff sembra essere pervaso da una malvagità unicamente fine a se stessa e non giustificabile dall’amore. Ho fatto parecchio fatica a comprenderne la psicologia e penso proprio di aver fallito. Il finale…

Non ho davvero parole per commentarlo, ma esprimerei comunque un giudizio positivo e vi invito caldamente a leggerlo,

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