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Teorema Catherine
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Green, John

Teorema Catherine

Milano : Rizzoli, 2014

Abstract: Da quando ha l'età per essere attratto da una ragazza, Colin, ex bambino prodigio, forse genio matematico forse no, fissato con gli anagrammi, è uscito con diciannove Catherine. E tutte l'hanno piantato. Così decide di inventare un teorema che preveda l'esito di qualunque relazione amorosa. E gli eviti, se possibile, di farsi spezzare il cuore un'altra volta. Tutto questo nel corso di un'estate gloriosa, passata con l'amico Hassan, a scoprire posti nuovi, persone bizzarre di tutte le età, ragazze speciali che hanno il gran pregio di non chiamarsi Catherine.

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Gaia ZAPPIA
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Scritto dalla penna di John Green, la stessa dietro cui si cela il celeberrimo “Colpa delle stelle”, “Teorema Catherine” è nella mia personale opinione il gradino più basso tra i suoi lavori, nonostante un gradimento complessivamente positivo.

Innanzitutto, le peculiarità dell’autore stanno nell’inserire, all’interno dei propri romanzi, una morale e personaggi principali giovani costantemente vittime di complessi esistenziali. Nel caso di “Colpa delle stelle”, per esempio, troviamo Augustus – Gus – , ragazzo affatto da cancro e sottomesso dalla paura dell’oblio. In”Teorema Catherine” torna di nuovo tale paura, questa volta ci sarà però Colin ad affrontarla, proponendosi di sviluppare un teorema matematico in grado di prevedere l’andatura di una relazione. Buone pretese, insomma, che però si sono sviluppate nella seconda parte del romanzo e non in modo completo. La prima parte l’io trovata piuttosto lenta, causa magari la necessità di introdurre bene una pluralità di personaggi e il lessico un po’ troppo gergale. Lo stesso discorso vale per lo stile, in cui spicca una narrazione in terza persona mai trovata tra i romanzi di Green da me letti. Sono poi presenti numerose e interessanti note a piè di pagina riguardanti curiosità realmente fondate e altre concepite con lo scopo di approfondire quanto scritto tra le righe. Una menzione va anche all’appendice, presente nelle ultime pagine, che illustra in modo approfondito lo sviluppo d l’applicazione del Teorema. La seconda parte, come già detto, scorre invece incalzante e il lettore è spinto dalla curiosità di scoprire come si evolveranno le varie sfaccettature. Il finale è abbastanza scontato, ma non per questo banale. Proprio lì si concentra la sfilza di insegnamenti, morali, sentimenti e quella sensazione di infinito che provi solo in compagnia della persone giuste.

La definizione di “gradino più basso” è dovuta unicamente alla sensazione di una lettura fin troppo semplice e da vari buchi che sono stati lasciati scoperti. I personaggi, inoltre, sono buoni e ben caratterizzati, eppure ho fatto fatica a considerarli dotati di una vita propria e non come frutto di una tastiera.

In conclusione, seppure non completamente soddisfatta, posso affermare con certezza che John Green resta sempre una garanzia per chi cerca un buon libro ricco di spunti di riflessione.

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