Aosta - Biblioteca regionale

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Un cuore così bianco

Javier Marias, Un cuore così bianco

Resoconto dell’incontro del 15 dicembre 2015

Il romanzo di Marias, inizia con un fatto doloroso, il suicidio di una giovane sposa, apparentemente inspiegabile, ma che sarà il filo conduttore di tutta la trama, la quale non rivela, fino quasi alla fine del testo, le motivazioni di un gesto così estremo. Il protagonista osserva la propria vita in modo distaccato, distante, dando a ogni rapporto umano che lo coinvolge un’interpretazione sfaccettata, plurale, ma anche facendone un’analisi descrittiva pignola e quasi ossessiva. Lo stile della narrazione è lento e ripetitivo. I personaggi sono tutti di spessore con personalità forti che si distinguono dalla massa. Ognuno porta in sé dei segreti, delle parti oscure che è importante non rivelare per non perdere l’apparente equilibrio sociale. I segreti inconfessabili, soprattutto quelli di famiglia, hanno un peso sulle generazioni successive, le quali percepiscono comunque l’esistenza di qualcosa di non detto, che aleggia pesantemente e che non si può ignorare. Ma ecco che Marias assegna alla moglie del protagonista, Luisa, il ruolo di colei che svelerà il segreto di famiglia, colei che farà da tramite, proprio perché elemento estraneo, tra il marito e il padre. Il romanzo, interessa il lettore per le sue acute indagini psicologiche che portano alla luce i malesseri interiori dei personaggi, la loro fragilità e le loro responsabilità.

Il filo che sembra legare tutta l’opera è l’ascolto, un ascolto silenzioso e attento a ogni piccolo rumore di sottofondo, che rivela più di quel che effettivamente il protagonista sente, e che si trasforma in momenti di vita altrui immaginata e dipinta secondo il soggettivo sentire del protagonista.