Aosta - Biblioteca regionale

Aosta - Biblioteca regionale

Treno di notte per Lisbona

Treno di notte per Lisbona, Pascal Mercier

Resoconto dell’incontro del 19 gennaio 2017

 

Il romanzo scritto da Pascal Mercier pseudonimo di Peter Bieri, scrittore e filosofo, si inserisce stilisticamente nel filone della metanarrazione, il libro nel libro, dunque, scelta che permette all’autore di introdurre le proprie considerazioni e riflessioni e allo stesso tempo al lettore di partecipare allo svelarsi del mistero, in questo caso, degli scritti ritrovati. Il romanzo si svolge su due piani temporali in cui si dipanano due esistenze distinte: la vita di Gregorius, filologo, insegnante di lingue classiche a Berna, uomo di lettere, rigoroso e prevedibile e Amadeu Prado medico di Lisbona, scrittore, pensatore, uomo di grande cultura. La narrazione si svolge in tempi diversi, Gregorius si muove in un tempo recente, mentre Amadeu Prado tra il 1920 e il 1973, in Portogallo, sotto il regime di Salazar (1932-1968). Cosa unisce dunque i due uomini? Molti sono gli aspetti in cui si sfiorano i loro interessi culturali, tutto parte da un fuggevole incontro di Gregorius con una donna che proferisce un’unica parola: “Portugues”, termine che apre nell’anima e nella mente del rigoroso e prevedibile docente di lingue classiche uno spiraglio di soave poesia svelata da una sola parola pronunciata in una lingua calda e solare, la lingua portoghese. Gregorius si scuote dalla sua vita ordinaria e grazie a una serie di incontri imprevisti, attraverso i quali scopre il libro di Prado, trova il coraggio di lasciare tutto per inseguire un anelito di libertà e ritrovare se stesso sulle tracce dell’autore del libro. Nel viaggio di scoperta intrapreso da Gregorius, egli incontra tutti i protagonisti della vita di Prado, ormai scomparso, come in una tragedia greca dove sul palco s’illuminano man mano i personaggi che aggiungono un tassello al quadro che si va via via formando o come uno specchio in cui molti frammenti che lo compongono riflettono un’unica immagine, quella di Amadeu Prado. Molti sono i temi affrontati nel libro: la parola, limpida, lirica, ma anche abusata e così banalizzata; la libertà di pensiero che slega l’uomo dal giogo della divinità; la vita, quando si può considerare veramente vissuta? L’autore dà vita a un romanzo potente, intelligente, profondo, uno sguardo intimo e interiore di grande portata, molte sono le definizioni sublimi, dalla solitudine alla delusione, alla bellezza. Un romanzo denso, introspettivo, elevato in quanto ad analisi e messaggio.