Aosta - Biblioteca regionale

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Terapia di coppia per amanti

Incontro con Diego De Silva, Terapia di coppia per amanti

05 maggio 2016

 

Diego De Silva ci parla del suo ultimo romanzo, Terapia di coppia per amanti. Stimolato dalle domande dei lettori del gruppo, ci racconta del libro, ma anche della sua idea di letteratura e del suo rapporto con la scrittura.

Al centro della sua narrazione c'è l'amore, come fonte di felicità non comparabile con nessuna altra esperienza di vita. Le dinamiche dell'amore sono descritte attraverso la relazione clandestina tra due amanti, Modesto, musicista dalla battuta pungente e Viviana, donna sexy e vitale, entrambi in fuga dalle rispettive relazioni di coppia ufficiali. L'autore ci racconta dell'innamoramento come dello smarrimento che si prova di fronte al segreto di qualcun altro, che ci rimanda a qualcosa a cui tendiamo e che ci seduce, ci cambia. Viviana è una donna che ha in sè la fascinazione e la nevrosi. Modesto è più semplice e meno contorto. Entrambi però vengono condotti, in un intreccio narrativo fatto delle due voci narranti alternate di lei e di lui, coi rispettivi punti di vista, fino a un epilogo tutt'altro che rassicurante che li vede in analisi di fronte ad uno psicoterapeuta, a fare un'insolita terapia di coppia. Sì perché la felicità a cui si sono abbandonati nel nome dell'amore, dell'affiatamento pieno di gioia e del sesso, con lo scorrere del tempo si scontra con la realtà delle scelte di vita e del chiarimento dei rispettivi nodi familiari. Il registro è anche quello dell'ironia e della comicità, per cui la lettura è di gran divertimento.

Per De Silva la buona letteratura, in cui si riconosce, è tutt'altro che rassicurante e mette il lettore di fronte all'incomprensibilità delle cose, al riparo da ogni atteggiamento moralistico. Spesso alla base c'è un'intuizione veramente originale, che sviluppata riesce a raggiungere una potenza per cui non te la scordi più. I suoi riferimenti sono Javier Marias, Agota Kristof e tra gli italiani, gli autori-amici Niccolò Ammaniti, Tiziano Scarpa e Ugo Cornia. Alla domanda su come nasca in lui l'idea di una storia, risponde che ha inizio da un'intuizione e avanza senza nessuna struttura predisposta o scaletta, come se i suoi personaggi lo conducessero. La sua editor gli dà l'immediato riscontro, come per esempio è avvenuto nel riconoscere subito la freschezza e la comicità delle scene dello psicotarapeuta mancato chitarrista frustrato. Poi il libro prende forma e si conclude nei finali non rassicuranti da lui prediletti. Dopodiché, a suo dire, non è più suo ma è di chi lo legge.

 

IMMAGINI DELL'INCONTRO: