Aosta - Biblioteca regionale

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Tamara cammina sull'acqua

Shifra Horn, Tamara cammina sull’acqua
Resoconto dell’incontro del 8 marzo 2018
Il romanzo, ambientato in territorio palestinese, è inserito in un periodo storico ben definito e denso di avvenimenti a cavallo tra due secoli: fine Ottocento e inizi del Novecento,tra la dominazione dell’Impero ottomano e l’epoca del mandato britannico. L’autrice, attraverso la vita di tre generazioni di donne, svela i risvolti storico/politici che hanno contrassegnato la difficile convivenza, di etnie e religioni diverse: arabi, ebrei e cristiani. La protagonista principale e voce narrante, Tamara, cresce orfana di madre, accudita dalla nonna Simha, un personaggio dal carattere forte e determinato, con un passato doloroso alle spalle che ha forgiato la sua personalità così profondamente da renderla spesso dura e impenetrabile nelle sue convinzioni. Tamara cresce in un ambiente multietnico denso di odori e ricco di colori che l’autrice descrive in modo così vivente da farne percepire chiaramente le qualità e le sfumature. I personaggi sono ben delineati e molto diversi tra loro fisicamente e psicologicamente. Ogni personaggio possiede specifici tratti che lo distinguono fortemente dagli altri: il vicino di casa Avigdor ben Ari, erudito e acuto pensatore; la nonna paterna Abulafia generosa e creativa; l’amante Christodoulos, improbabile monaco confuso ma determinato; Fishke, nonno di Tamara, innamorato e respinto da Simha, trascina la propria vita senza possibilità di avvicinare l’amata, come uno spettatore a bordo campo. Tutti i personaggi sono ben collocati, nessuno sovrasta gli altri. Sono osservati con un certo distacco, senza giudizio, conosciuti e accettati per quello che sono, con pregi e difetti ma senza la volontà di dare insegnamenti o ricette, tranne quella del famoso borsch della nonna. Un romanzo, dunque, dove il passato assume una forma che si muove nel presente e delinea, forse, il futuro. La ricostruzione biografica di Tamara assume così un sapore antico che ricorda le catene di nomi biblici che inseriscono le singole vite nel fluire del tempo e nell’alternarsi delle generazioni lasciando intuire storia e origini comuni. Lo stile del romanzo ricorda un po’ il realismo magico sudamericano ma molto appesantito dalle tensioni e vibrazioni presenti sul territorio palestinese. Colpiscono e saziano il lettore le frasi molto lunghe, dense, ricche di metafore, significati, simboli che danno al lettore un senso di pienezza, che vanno gustate lentamente e gradualmente, così come lento è lo scorrere delle vite e del tempo.