Aosta - Biblioteca regionale

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Sotto il ghiacciaio

Sotto il ghiacciaio, Halldor Laxness

Resoconto dell'incontro del 12-11-2015

 

Il romanzo di Laxness conduce il lettore in un alternarsi continuo di situazioni paradossali, comiche, assurde, illogiche che in un primo momento (e forse anche in un secondo) appaiono incomprensibili e stravaganti.

La storia viene raccontata dalla voce narrante di EmVe, un giovane emissario del vescovo d'Islanda inviato sul luogo, Sotto il ghiacciaio, appunto, per riportare fedelmente in un diario quel che accade nella piccola comunità guidata dal pastore Jón Jónsson. Pare che una donna di nome Ua sia stata sepolta tra i ghiacci... Il libro tratta dunque la materia religiosa, mettendo in luce le incongruenze, le ipocrisie e l'eccesso di formalismi che svuotano il messaggio cristiano del suo significato originario. Il romanzo può essere visto da diverse angolazioni e per questo si presta alle interpretazioni più diverse. Opera che parla di religiosità dunque, dove vengono prese in considerazione le principali credenze e anche i modi più disparati di accoglierle: Jon, infatti, ha sviluppato un Cristianesimo personale, visto come ritorno alle radici, forse molto vicino all'animismo; opera che parla di conoscenza, ricercata da tutti e trovata da Emve nella figura della donna, prima salmone (simbolo del conoscere) e poi donna o forse dea, comunque desiderata e inafferrabile; opera sulla parola, come veicolo di comunicazione, che può mettere in crisi, ingannare, ma anche deliziare e sorprendere; opera di formazione, il viaggio di Emve da semplice osservatore a protagonista degli eventi, in un percorso di conoscenza di sé che lo porta ai confini dell'abisso ma poi lo riconduce sulla strada ordinaria, conosciuta, interiormente trasformato. Molti aspetti possono ancora essere scoperti tra le pagine del romanzo di Laxness che trae spunto dall'immenso patrimonio di saghe e leggende islandesi e allo stesso tempo ironizza sui grandi temi chiave del tempo in cui ha visto la luce, il 1968. I miti, dunque, riecheggiano nel finale del libro: uscendo dal fango, dalla palude si prosegue, nasce una nuova terra, bella, verdeggiante e accogliente. Un romanzo originale, a tratti inafferrabile, ma sicuramente libero.