Aosta - Biblioteca regionale

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Rita Bonfanti, La sposa del lago

La sposa del lago, Rita Bonfanti

Dall’incontro con l’autrice del 2 marzo 2018

Venerdì 2 marzo 2018 il Gruppo di lettura “Spazio libro” ha incontrato la scrittrice Rita Bonfanti, dopo aver letto La sposa del lago, pubblicato nel 2016. Sul consueto tavolo quadrato attorno al quale avvengono gli incontri, l’autrice ci ha offerto in visione il materiale frutto delle ricerche archivistiche che ha svolto per il libro: articoli dai giornali comaschi di fine ’800 “L’Araldo” o “La Provincia”, lettere, atti processuali legati all’incidente del “pontile” crollato sul lago di Como. Anche alcune foto di famiglia. E’ così che siamo entrati subito in relazione con la materia del libro e con la personalità schietta e precisa della Bonfanti, avventurandoci tra storia di famiglia e ricostruzione storica.

La conversazione è proceduta stimolata dalle domande dei lettori, che, essendo il libro già stato letto dai presenti, non hanno avuto timore di “spoilerare” punti salienti delle vicende. Rita Bonfanti ci racconta la genesi e il compimento del romanzo. E’ un mistero la spinta da lei avvertita e affiorata durante una vacanza in Sardegna, complici il mare e le note del cantante comasco Davide Van De Sfroos. In quel momento, ripensando all’originale storia della bisnonna Cecilia, nata a Como a fine ‘800, ha cominciato a sentire come una necessità di far emergere quel racconto. Ha conosciuto ad Aosta Van De Sfroos e si è confrontata con lui sulle storie lariane e il dialetto; ha ritrovato il racconto della vita di Cecilia commissionato dalla nonna Carolina ad una scrittrice comasca, Maria Azzigrimaldi, nel 1979; ha iniziato a indagare sulla ricostruzione dei fatti anche tramite l’Archivio di stato di Como. Era come se, tra le donne di famiglia, ci fosse una volontà di portare alla luce quella storia. Poi l’idea di un romanzo suo. La gestazione non è stata breve, visto che dal 2002, dopo una prima versione in dialetto il libro è arrivato ad una stesura finale, nel 2007, ma ha subito ancora tante revisioni. Un processo che ha portato ad una scrittura asciutta, essenziale e scorrevole, nonostante il sempre più grande coinvolgimento emotivo dell’autrice. L’urgenza è stata anche quella di raccontare una donna forte e coraggiosa, cui rendere omaggio. Ma attraverso la bisnonna Cecilia, ai suoi amori e alle sue sventure, si traccia anche il quadro di un’epoca storica, di un’Italia provinciale che sulle rive del lago di Como mette in scena una vita faticosa, fatta di povertà, durezza della condizione femminile, alta mortalità infantile e sul lavoro, lavoro minorile (a 9 anni le piccole mani di Cecilia sono considerate adatte al lavoro tessile, principale attività della zona), religiosità autentica che permea vite semplici dedite al bisogno.

Alla domanda sui progetti futuri, l’autrice non lesina le anticipazioni, raccontandoci della continuazione delle vicende di Cecilia nel romanzo dal titolo provvisorio “La scelta del luccio” e di un altro progetto letterario ambientato nel Parco del Gran Paradiso.

La spinta a scrivere, tra necessità, divertimento e approfondimento di temi sentiti come importanti, la porta a proseguire un lavoro apprezzato dai tanti lettori che hanno partecipato alle numerose presentazioni in Valle e fuori, nonché riconosciuto da importanti premi letterari come il “Premio città di Como” presieduto da Andrea Vitali.