Aosta - Biblioteca regionale

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Rina Frank, Ogni casa ha bisogno di un balcone

Ogni casa ha bisogno di un balcone, Rina Frank

Dall’incontro del 8 febbraio 2018

Come si può apprendere da dichiarazioni rilasciate dalla stessa Rina Frank, l’autrice ha scritto nel 2005 “Ogni casa ha bisogno di un balcone”, sulla scia emotiva della morte in un incidente stradale della sorella maggiore, Yosepha, per trasmetterne la memoria alle figlie. Infatti, la tematica sviluppata è autobiografica e personale. La storia narrata, anzi le due storie narrate, si divide nettamente su due piani continuamente alternati: l’infanzia di Rina raccontata in prima persona e Rina a vent’anni con le vicissitudini del suo matrimonio e della malattia della figlia, narrate invece in terza persona. Insieme all’infanzia e alla storia della sua famiglia immigrata dalla Romania per sfuggire all’antisemitismo, si delinea l’affresco del quartiere povero Wadi Salib di Haifa, nel giovane Stato d’Israele, in cui vivono. Prende corpo uno spaccato multietnico con la sua babele linguistica di immigrati provenienti da tante parti dell’Europa, con i bambini che giocano in strada, con l’esistenza che si proietta all’esterno anche tramite il simbolo del balcone, su cui si svolge molta della vita degli abitanti del quartiere. Meno convincente, la narrazione della vita adulta della protagonista e del suo matrimonio, che la porterà a seguire dapprima il marito, sempre stranamente definito non con un nome ma come “l’uomo”,  a Barcellona in un nuovo scenario di ricchezza borghese. Anche il finale del romanzo può dare un’impressione di incompiutezza. Ci si interroga sull’assenza nel libro di riferimenti alla Palestina, così come al conflitto arabo-israeliano. Ma appunto la tematica affrontata è famigliare, autobiografica e relazionale, mentre cenni alle spinose questioni della tragedia ebraica che ha condotto alla nascita dello Stato d’Israele, così come al complesso quadro storico-sociale, rimangono del tutto assenti.