Aosta - Biblioteca regionale

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Quaderno di Maya

Isabel Allende, Il quaderno di Maya

 

Dal confronto del 16 gennaio 2014

 

La struttura del libro è basata sull’alternanza di due tempi e di due luoghi: il punto di vista espresso in prima persona è quello della protagonista Maya Vidal, ragazza ventenne, che dall’incontaminata Chiloè alterna, scrivendo su un diario, il ricordo delle sue tormentate vicende vissute tra San Francisco e Las Vegas e il suo presente nella piccola comunità cilena dell’isola di Chiloé, in una natura splendida e incontaminata. L’autrice pare accennare ancora a tratti al “realismo magico”, a cui ci aveva abituato fin dalle prime opere (a partire da La casa degli spiriti del 1989), come nella tematica del rapporto tra vivi e morti, in particolare nel leit-motiv del legame tra Maya e l’amato nonno, il “suo Popo”, che dall’aldilà continua ad essere presente. La Allende introduce, però, anche degli elementi nuovi tipici del noir e del poliziesco (genere cui si sta indirizzando visto che la sua ultima opera, Il gioco di Ripper, del 2013, è un noir), oltre che un’ambientazione storica realistica legata alla società contemporanea sempre più globalizzata. Si percepiscono, in questo racconto, la forza e il coraggio delle protagoniste che nonostante le dure prove della vita riescono ostinatamente a rialzarsi e a ricominciare. Le figure maschili, a parte il nonno e Manuel, appaiono invece deboli e prive di determinazione. Nell'opera occupano un posto importante sia l'aspetto geografico, con ampie e minuziose descrizioni dei luoghi, sia l'aspetto storico, con accenni continui alla tragedia del popolo cileno durante la dittatura militare. Il racconto si discosta un po' dalle precedenti produzioni della scrittrice, che riesce a muoversi in diverse strutture letterarie senza perdere mai di vista i temi importanti con cui, da sempre, si muove tra i misteri della vita. Meno magico e più commerciale dei precedenti? Può essere. Si riconosce, però, alla scrittrice, la capacità letteraria di stendere belle pagine, per cui l’opera risulta nell'insieme di facile e avvincente lettura.

 

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