Aosta - Biblioteca regionale

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Olive comprese

Andrea Vitali, Olive comprese

 

Dal confronto del 12 febbraio 2015

 

 

Come negli altri romanzi di Vitali, anche in Olive comprese si respira l'atmosfera del paese ed in particolare di Bellano, sul lago di Como. La provincia italiana è raccontata con un'ambientazione che ci rimanda all'epoca fascista di fine anni '30. Ne esce un romanzo corale, in cui personaggi tipici della vita del paese come il prevosto, il carabiniere, il podestà, la prostituta, la cartomante, i quattro giovani "vitelloni", il genitore preoccupato, trasportano il lettore in un intreccio ben congeniato di vicende, tra equivoci, correlazioni inaspettate, destini incrociati, trovate originali e reazioni ordinarie. La leggerezza e il tono da commedia, restituiscono anche la percezione della mentalità dell'epoca, dal punto di vista delle persone semplici, a cui la Storia pare scorrere intorno, con un senso di accettazione delle cose e di attenzione al proprio quotidiano vivere familiare e al microcosmo provinciale. Per le tematiche legate al paese e alla zona del lago di Como, l'autore si può paragonare a Piero Chiara, dal quale però Vitali si discosta per una maggiore leggerezza e stereotipizzazione da operetta e da teatro popolare.

Nell'incontro emerge il tema delle aspettative soggettive dei lettori verso la lettura, che fanno sì che, a seconda che si ricerchi l'evasione o il divertimento, la profondità o l'interesse per temi specifici, si finisca per apprezzare o meno uno scrittore, anche al di là delle sue capacità tecniche di narratore.

Perciò, Olive comprese divide sui contenuti, la cui leggerezza data da storie intricate di piccioni, personaggi di paese, gatti e olive metaforiche, ad alcuni pare noiosa banalità, mentre ad altri appare piacevole capacità di divertire e trasportare il lettore nella vita dell'epoca.

Ma unanime si fa il giudizio sulle capacità narrative di Vitali, apprezzato come ottimo narratore, capace di una costruzione ben condotta e scorrevole, con una sorprendente tecnica di concatenazione tra chiusura e apertura dei capitoli successivi, un'abile tessitura dei dialoghi, una grande padronanza linguistica che si avvale di movenze dialettali e di tante sfumature dell'italiano, divertendosi a giocare con l'invenzione dei nomi di battesimo, rilevatori del carattere del personaggio. Da Filzina a Oliviero, da Carcassa al Cucco, da Dilenia a Eufrasia e Euforbia, all'accentato maresciallo Maccadò, sono tanti i nomi che sembrano contenere un destino o a volte contraddirlo inaspettatamente, come nel caso dell'esile e apparentemente votata al sacrificio, Filzina.