Aosta - Biblioteca regionale

Aosta - Biblioteca regionale

Nelle terre estreme

Vedi tutti

Nelle terre estreme

Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Dall’incontro del 14 giugno 2018

L’autore ricostruisce la vita girovaga di Christopher McCandless, giovane neolaureato della Georgia che decide di partire in solitudine per un viaggio attraverso gli Stati Uniti occidentali per raggiungere l’Alaska, meta finale del suo percorso. Il libro è un ampliamento di un articolo giornalistico scritto in seguito al rinvenimento del corpo senza vita di McCandless, fatto quest’ultimo, che ha avuto un’ampia eco negli Stati Uniti, con forti ed esplicite prese di posizione pro o contro le scelte del giovane. Krakauer si sente molto vicino al giovane, ne condivide gli impulsi estremi, tanto che dai suoi scritti emerge un forte tratto autobiografico. Le vite di chi racconta e del protagonista si mescolano, si intrecciano in una scrittura coinvolgente e realistica dei fatti condivisi con la famiglia di McCandless, con gli amici che l’hanno conosciuto e apprezzato lungo il suo cammino e ai quali ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio grazie alle sue qualità morali e alla sua generosità. Dal libro emerge tutto lo smarrimento interiore del giovane alla ricerca di se stesso nel tentativo di  colmare il profondo vuoto interiore, la rabbia e la delusione determinati dal difficile rapporto con i genitori ma anche dalla sua profonda sensibilità, dalla sua contrapposizione al sentire comune e dalla sua tensione anticonformista. Il viaggio, dunque, come percorso di ricerca identitaria, di ricerca della verità e dell’autenticità che il mondo naturale conserva in sé e che Chris decide di affrontare privandosi di ogni vantaggio materiale. Egli vuole vivere, infatti, come elemento tra gli elementi, ad armi pari con la natura, vuole immergersi nella sua purezza, si prepara per questo, studia le bacche commestibili, ascolta con attenzione i consigli dei cacciatori, pur commettendo alcuni errori e forse peccando un po’ d’ingenuità data dalla sua limitata esperienza riesce a sopravvivere per quasi quattro mesi in un territorio, come dice il titolo, estremo. Nell’immensità di quel mondo naturale, come si evince dai diari analizzati dall’autore del libro, matura interiormente, trova in sé la consapevolezza e la forza necessarie alla vita, a una vita autentica e coerente con il suo sentire, supera il conflitto e pacificato tenta di ritornare nel mondo, tra gli uomini. Ma non riesce a superare gli ostacoli, si avvelena e muore con la consapevolezza che la felicità vera, lo è veramente solo se viene condivisa. Un personaggio di grande forza e sensibilità dipinto positivamente secondo il punto di vista dell’autore, ma che a molti può apparire semplicemente uno sprovveduto, spinto da un irrazionale e pericoloso fremito giovanile.