Aosta - Biblioteca regionale

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Le abitudini delle volpi

Arnaldur Indridason, Le abitudini delle volpi

Dal confronto del 8 ottobre 2015

 

Il romanzo, ambientato in Islanda, trasporta il lettore nella gelida atmosfera nordica a cui fa da sfondo il tipico paesaggio innevato in cui, a volte, si può perdere il senso del tempo... Ma quale tempo? É proprio sul passare del tempo che non lascia indietro nulla, in cui ogni cosa si lega all'altra nonostante i molti anni passati, che si incentra la trama del libro, in un intreccio tra presente e passato. In un alternarsi di ricordi e di scoperte l'ispettore Erlendur Sveinsson ci guida in un personale percorso di rielaborazione della propria vita e dei propri traumi non tanto in veste di agente quanto in veste di “interessato alle persone scomparse”. Egli indaga, a titolo personale, sulla scomparsa del proprio fratello, sparito da bambino in una tormenta di neve e mai più ritrovato. Durante le fasi di ricerca, s'imbatte nella storia della scomparsa di una giovane donna, anch'essa uscita durante una tempesta e mai rientrata a casa... Le indagini diventano due e corrono parallelamente, in un percorso introspettivo che analizza gli spazi più nascosti dell'animo umano, fatti di passioni, tormenti, inquietudini e verità nascoste. Gli spazi temporali attraversati dall'ispettore Erlendur sono diversi: la propria infanzia, luogo di ricordi dolci e tristi allo stesso tempo; il presente, con le angosce e le incertezze che si fanno sempre più brucianti man mano che la verità si svela e che la catena di eventi che hanno portato a entrambe le sparizioni prendono forma; in ultimo, uno spazio onirico nel quale la coscienza fluttua ora nella realtà, ora nel sogno, trasportata da visioni misteriose come nebbie in cui s'intravedono fatti e personaggi lontani. Si può dire che sia un libro sui ricordi, quelli di protagonisti ormai avanti con gli anni, testimoni oculari di fatti ormai quasi dimenticati, ma che, opportunamente sollecitati, riaffiorano puntuali e vividi. La verità emerge dal freddo in modo doloroso, solo l'uomo ha potere taumaturgico nel momento in cui affronta coraggiosamente i propri tormenti per rielaborali sotto una luce diversa rendendoli più accettabili.

Art. 67
(Orario di lavoro)