Aosta - Biblioteca regionale

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La cotogna di Istanbul

La cotogna di Istanbul, Paolo Rumiz

Resoconto dell’incontro del 13 aprile 2017

L’autore si affida al ritmo della ballata per raccontare l’amore tra  Max e Masa. Lui,  ingegnere a Sarajevo per lavoro,  incontra lei, donna bosniaca musulmana molto affascinante, misteriosa e imprendibile, nasce tra i due un amore sincero e commovente, tenero e profondo. Fanno da sfondo al racconto la cultura e la storia dei Balcani con Sarajevo, città in cui si mescolano uomini e culture, crocevia di popoli e storie. Sono tre gli uomini nella vita di Masa, tre uomini che si contendono la sua presenza e il suo amore: Vuk, primo amore recluso, che,  atteso per anni, muore dopo pochi giorni di libertà;  Dusko, docente di filosofia, amore a tempo fino al ritorno di Vuk; ultimo, Max, amore travolgente che percorrerà le strade del mondo cantando la loro storia d’amore dopo la morte di Masa. La ballata, utilizzando la forma poetica, supera ogni confine, si pone al di sopra di tutto in un continuo crescendo, in una sorta di lievitazione naturale che gonfiando si arricchisce di particolari ed enigmi. La scrittura ferma le parole, le irrigidisce nella forma, le lega in qualche modo; la ballata le riporta in vita continuamente, le rinvigorisce, le risveglia a nuova e piena esistenza perché non ha mai fine, viaggia eternamente nello spazio e nel tempo. In questo modo Max mantiene in vita Masa, la rende eterna trascorrendo con lei la vita in un’evocazione continua e ininterrotta. L’autore ci regala una storia d’amore universale, un inno alla vita che supera i confini, le differenze unendo gli uomini conquistati dal suo canto.