Aosta - Biblioteca regionale

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La costola di Adamo

Antonio Manzini, La costola di Adamo

 

Dal confronto del 18 aprile 2014

 

In questo incontro, previsto al di fuori della programmazione ordinaria, lo scrittore romano, Antonio Manzini ci ha onorato della sua presenza partecipando con grande simpatia e disponibilità al confronto sulla sua ultima opera ambientata proprio ad Aosta. Il giallo “La costola di Adamo”, letto da tutti i partecipanti, narra la vicenda della morte violenta di una donna e delle indagini che vengono condotte per svelarne le motivazioni e trovare il colpevole.

Buona parte dell'opera ruota attorno alla figura del vicequestore Rocco Schiavone, ne analizza la vita privata e quella lavorativa tratteggiando così un personaggio ambiguo che coltiva da una parte una forte sete di giustizia, ma dall'altra si muove in modo scorretto, poco rispondente a ciò che ci si aspetterebbe dal suo ruolo istituzionale. Si trascina nella vita senza prospettive per il futuro affrontando ciò che la giornata gli porta incontro con un certo fastidio, ma al tempo stesso sa appassionarsi autenticamente, anche se a modo suo, alla ricerca della verità e della giustizia. Ed è capace di amare veramente, anche se l'oggetto del suo amore è anche quello del suo tormento: la moglie morta in modo violento. Ad Aosta è giunto un po' per caso, in esilio punitivo a causa di vicende accadute nella sua città natale, Roma, che l'hanno portato a toccare i poteri forti e a rimanerne scottato. Le sue “Clark” mal si adattano al freddo e alla neve, ma lui si ostina a portarle. Il mondo visto dagli occhi del vicequestore è un mondo corrotto e ingiusto, in cui assicurare alla giustizia chi compie atti efferati come una violenza sessuale o un delitto non sempre serve a risarcire le vittime e i familiari. Il male e la violenza sulle donne, che aleggiano come tematiche forti nell'opera, sono grandi interrogativi a cui non è possibile dare facili risposte. Rocco Schiavone ha il coraggio disperato di chi ha accettato di guardare il lato oscuro degli uomini e della società.

Manzini ha risposto alle numerose domande svelando che proprio la sua esperienza biografica è fonte d' ispirazione per tratteggiare i personaggi delle sue opere. Se gli si chiedono risposte precise, lui non può che affermare che la letteratura non dà giudizi e che i narratori come lui non sono né sociologi né antropologi. Certo alcune riflessioni sulla giustizia che non è giusta e sull'impunità di chi detiene il potere emergono come nodi centrali nella sua opera. Ne è scaturita una discussione coinvolgente in cui non sono mancati commenti, impressioni, approfondimenti e anche qualche anticipazione sui suoi progetti futuri...

 

IMMAGINI DELL'INCONTRO

 

 

 

 

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