Aosta - Biblioteca regionale

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La bambina di neve

Eowyn Ivey, La bambina di neve

Resoconto dell'incontro del 13 ottobre 2016

 

L'autrice prende spunto da una nota fiaba russa e, collocandola in un contesto molto simile, quello delle sconfinate terre dell'Alaska, ne plasma il contenuto adattandolo ai personaggi e ai luoghi da lei ben conosciuti. Una coppia senza figli, in un momento di gioia creativa, modella un pupazzo di neve e, da quel momento, una bambina vestita di bianco/azzurro compare tra gli alberi e si avvicina a loro: sarà nata dal ghiaccio? Oppure arrivata da lontano? Il romanzo non svela mai del tutto la provenienza di Pruina, la bambina di neve, una piccola fata dei boschi che si aggira nei dintorni della casa dei coniugi circondata dai più svariati animali e accompagnata da una fedele volpe dal pelo fulvo. Mabel, la protagonista, desiderosa di maternità, l' adotta cercando di portare questa creatura nella realtà, ma la bambina scappa, scivola e scompare ogni volta che a Mabel pare di averla afferrata, vive nei boschi, libera da vincoli e da lacci, sola, immersa nella natura selvaggia. L'ambiente naturale si palesa fin dalle prime pagine, aspro, potente e duro; solo la solidarietà, l'amicizia vera permette ai protagonisti di sopravvivere in tali condizioni. L'autrice descrive il freddo senza mai farlo sentire veramente, porta il lettore in un'atmosfera piacevole, balsamica, seppur difficile. In quella terra estrema i coniugi Mabel e Jack si ritrovano, ritornano alla vita dopo il dolore per la perdita del loro unico figlio; paradossalmente la durezza del luogo li riavvicina, i ruoli si invertono, si scambiano, si uniscono ancora di più in una fusione che è un tutt'uno con il luogo che li ha accolti... o respinti? Il mondo fantastico e fiabesco del racconto si nutre delle immagini vibranti della fiaba, con le quali l'autrice si propone di raggiungere quel luogo nascosto e palpitante racchiuso in ognuno di noi, la nostra più nascosta interiorità. E, come nelle fiabe, il racconto di Eowyn Ivey va accolto nelle sue vivide immagini. Per creare bisogna prima immaginare...e proprio l'incantesimo che permea tutto il libro lascia il lettore sospeso tra sogno e realtà.