Aosta - Biblioteca regionale

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Il treno dell'ultima notte

Il treno dell’ultima notte, Dacia Maraini

Resoconto dell’incontro del 9 febbraio 2017


Il libro della Maraini è ambientato nel 1956. Un viaggio in treno nella Storia e nella memoria, in un periodo in cui la Guerra fredda rendeva le frontiere tra gli stati europei difficili da oltrepassare. Ma Amara, la giovane donna protagonista delle vicende, è animata dalla passione per la ricerca di una sua memoria personale, che la spinge a cercare il suo amato amico d’infanzia, Emanuele, perso negli orrori della Shoah e a cercare al tempo stesso di capire e sperimentare la Storia, anche tramite la sua professione di giornalista. Attraverserà la Polonia e da Auschwitz si ritroverà a Vienna, poi a Budapest nel pieno della rivolta del ’56. Nel compiere il viaggio, tanti sono gli incontri di Amara, che permettono all’autrice di raccontare molte altre storie, da quelle degli ebrei europei a quelle del popolo austriaco che confessa “l’ubriacatura collettiva” per la parola di Hitler, “che ubriacò e trascinò” durante il secondo conflitto mondiale. Si condanna l’orrore nazista, ma il racconto della violenta repressione sovietica della rivoluzione d’Ungheria permette di mettere su un piano simile anche l’altra ideologia imperante dell’epoca, il comunismo.

Una tematica realistica che infarcisce la Storia con la S maiuscola, anche di molti dettagli storici tratti dalla vita quotidiana, dall’abbigliamento agli oggetti, che ricostruiscono una società del dopoguerra povera e ben diversa da quella attuale.

Il libro finisce proprio per dare spunto a considerazioni sull’oggi, tant’è che il confronto del Gruppo di lettura si discosta spesso dal testo e porta a considerare temi quali l’attuale memoria dell’Olocausto, la capacità della scuola di trasmetterla agli studenti, la necessità di mantenersi vigili per scongiurare il ritorno degli orrori dell’uomo contro l’uomo, cogliendone anche i segnali in quanto succede intorno o non molto lontano da noi.

Il treno dell’ultima notte può  interessare e sommuovere, narrando la Storia con la leggerezza della finzione letteraria, ma può lasciare qualcuno col senso di una mancanza di profondità e di riuscita stilistica, che non convince.