Aosta - Biblioteca regionale

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Il paradiso degli orchi

Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi

Dal confronto del 15 gennaio 2015

Il romanzo di Pennac è il primo del ciclo Malaussène, si inserisce in diversi generi letterari: giallo, umoristico, surreale…, esso affronta i grandi mali della società contemporanea in modo colorato e leggero con fantasia e originalità ma non per questo in modo meno forte e incisivo. La variopinta famiglia Malaussène con i suoi membri è adatta a rappresentare le molte sfumature racchiuse nell'animo umano: il lato spirituale, il lato scientifico, il lato fantastico e quello più razionale.... ma anche il mondo multietnico e variegato delle periferie parigine alle quali Pennac dedica molte pagine delle sue opere e delle quali descrive il degrado e la solidarietà. I protagonisti sono lo specchio della convivenza multietnica ognuno con la propria particolarità è l'espressione della diversità, la quale può coesistere pacificamente esprimendo se stessa, come la famiglia vive e si arricchisce delle diverse individualità che ne fanno parte, anche la società aperta può accogliere differenti riti e visioni. Pennac cittadino del mondo dunque, ma che riserva una grande attenzione agli aspetti più intimi della persona, ai tesori nascosti dell'essere, tra i quali inserisce la lettura.... In uno stile che si può definire postmoderno, lo scrittore riflette su quanto sta scrivendo, sui meccanismi del giallo/poliziesco, inserisce un “ racconto nel racconto” , arricchisce l’opera con citazioni letterarie sparse un po’ ovunque mantenendo sempre un tono ironico e autoironico, anche nelle pagine più cupe. Il protagonista Benjamin, di professione capro espiatorio, funzione utile e tristemente attuale, inserito nel circuito lavorativo del Grande Magazzino in cui trovano spazio gli eccessi scintillanti del consumismo ma anche i rapporti umani più veri, siano essi di amicizia o di avversione, si muove sulla scena differenziandosi da tali meccanismi che lui rigetta quasi completamente ma a cui deve comunque adattarsi sacrificando le proprie aspirazioni. Romanzo in cui trovano spazio il male assoluto, rappresentato dalla setta dei pedofili, ma anche sentimenti genuini distribuiti a piene mani dal protagonista riconoscendo le singole originalità e aspirazioni all’interno della famiglia e alla cerchia di persone che lo circondano. Una visione umoristica che permette di guardare e narrare la vita da una particolare angolazione.