Aosta - Biblioteca regionale

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Il miglior amico dell'orso

Arto Paasilinna, Il miglio amico dell’orso

 

Dal confronto dell’8 maggio 2014

 

Il romanzo di Paasilinna, racconta di un pastore protestante da sempre un po’ strambo ed eccentrico che, alle soglie dei cinquant’anni va in crisi esistenziale e arriva a mettere in dubbio la propria fede.

Proprio al compimento del suo cinquantesimo anno, gli viene donato un giovane orso da allevare. Ma l’orso, da regalo scomodo, diventa il compagno di vita e d’avventure ideale del pastore.

Il personaggio principale di questo romanzo, attraversa la classica crisi legata all'età in modo singolare: non solo cade vittima del fascino di una giovane scienziata, ma inizia una ricerca profonda dentro se stesso passando proprio per la tana invernale dell'orso. Qui, egli sperimenta un luogo di raccoglimento in cui meditare a lungo sulle proprie convinzioni e sulle proprie scelte, infatti ne esce rinnovato, pronto a rovesciare la sua vita e la vita di chi gli sta accanto: la moglie, il vescovo, la contadina, i parrocchiani... E persino l'orso! Inizia così un viaggio che, dal villaggio di Nummenpaa, lo porterà a compiere un percorso circolare in Europa, dal Mar Bianco al Mediterraneo. I salmi e i versetti biblici spesso citati dal pastore, teologo di formazione, costellano il testo senza mai apparire blasfemi, ma sintomo della ricerca di una religiosità e di un interrogarsi sul senso della vita più autentici, liberi da ipocrisie. Capacità di abbandonarsi alla felicità fisica, alla bellezza della natura, alla generosità di nuove amicizie e all’amore delle donne, caratterizzano il protagonista. E l’orso? L'animale è utilizzato per fornire spunti narrativi originali e possibili significati simbolici. Nell'opera, il ruolo delle donne è fondamentale, esse indicano la strada da seguire e lo aiutano a realizzarsi come persona, si presentano come figure femminili libere, senza forzature, con una naturalezza tutta nordica. Un’opera divertente e funambolica capace di suscitare anche riflessioni profonde sulla ricerca del senso della vita, in cui la figura del “rovesciamento” pare una cifra stilistica fondamentale che parte proprio dal titolo stesso: “Il miglior amico dell'orso”.

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