Aosta - Biblioteca regionale

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Il giudice delle donne

Il giudice delle donne, Maria Rosa Cutrufelli

Resoconto dell’incontro del 19 aprile 2017

 

Maria Rosa Cutrufelli ci parla del suo ultimo romanzo, Il giudice delle donne. Spinta dalle domande dei lettori del gruppo, ci racconta del libro, ma anche della sua visione della donna inserita nella società dell’epoca a confronto con quella immersa nella frenesia del mondo attuale.

La scrittrice ambienta il romanzo nelle Marche di inizio ‘900, regione all’epoca depressa ma con grandi fermenti, una gran voglia di lasciarsi alle spalle la società ottocentesca e di andare verso la modernità, desiderio che pervadeva un po’ tutta l’Italia di quel momento.

Le protagoniste principali del libro sono le donne: le maestre che inseguirono il sogno di poter essere ammesse alle liste elettorali nel 1906; la bambina, Teresa, orfana e senza parola per un grave trauma, grande lavoratrice e intelligente osservatrice; altre donne, mogli, madri ancora legate agli stereotipi, incatenate ai loro ruoli che testimoniano l’oppressione femminile del secolo precedente. Vediamo, nel libro, anche figure maschili come il giornalista Adelmo che esplora il mondo giornalistico confrontandosi con la nascente professione in un periodo di affermazione delle testate politiche; e poi il sindaco, marito della maestra Luigia, molto attiva nel movimento per il voto alle donne; e, grande protagonista; il giudice Mortara, uomo delle istituzioni, che decide di ammettere la richiesta d’iscrizione delle maestre alle liste elettorali e che, diventato negli anni successivi ministro della giustizia, diventa famoso per aver eliminato l’autorizzazione maritale. Molti sono gli interrogativi posti dai lettori all'autrice sia sul contesto storico, sulle motivazioni della richiesta di voto, sia sulla mancata partecipazione delle maestre al procedimento che le riguardava arrivando fino alle condizioni economiche di quegli anni. Durante l'incontro si giunge poi alla madre di tutte le domande che stuzzicavano i lettori: perché il giudice Mortara ha dato ragione alle maestre pur essendo egli stesso un conservatore? Varie sono state le ipotesi: forse la sua condizione di ebreo che da poco aveva visto riconosciuti i propri diritti civili? O forse aveva semplicemente applicato la legge? Il dibattito è stato intenso e interessante sia dal punto di vista storico che sociale. Si è parlato molto anche di Maria Montessori, ideatrice e promotrice dell'appello per il voto femminile che ha trovato grande adesione nel mondo delle donne istruite, le quali si riconoscevano il diritto di voto per formazione intellettuale e anche di quelle che, come le operaie o le casalinghe, non potevano aspirare a tale diritto ma aderivano ugualmente ai gruppi pro-suffragio. Infine, grande importanza e riconoscenza è stata data alle maestre, tutte le maestre che, con pochi mezzi e grande dedizione, hanno contribuito ad alfabetizzare e istruire l'Italia di quegli anni divenuta poi il paese di oggi. L'incontro si è concluso dopo un confronto coinvolgente in cui non sono mancati commenti, impressioni e approfondimenti. Maria Rosa Cutrufelli ci consegna un'immagine dell'Italia di ieri e un auspicio per quella di oggi, dove le donne hanno ancora storie da raccontare e conquiste da ottenere.