Aosta - Biblioteca regionale

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Il dono

Morrison Toni, Il dono

Dal confronto del 13 novembre 2014



Il romanzo, ambientato alla fine del 1600 in America settentrionale, si inserisce nel genere del romanzo storico. Si tratta di un racconto a più voci, ognuna con uno stile e una caratteristica propria che ne differenziano il carattere tratteggiando le vicende dal proprio, particolare punto di vista. La realistica descrizione del tessuto sociale e culturale di un periodo denso di cambiamenti e di attriti tra bianchi e neri, di rapporti tra uomini liberi e schiavi, di vicende di donne oppresse e di dispute religiose ne ritrae in modo duro e senza sconti tutta la tragedia e la sofferenza.

I personaggi femminili, posti in primo piano, tutti fuggiti da un passato difficile, sono in cerca di uno spazio in cui vivere e allo stesso tempo di uno spazio in cui esistere come persone, per farlo si rifugiano nel lavoro, nell'amicizia, nell'amore, nella maternità, anche se non sempre queste esperienze portano in dono l'anelata quiete. Un filo invisibile lega i personaggi, tutti uniti da un destino doloroso e crudele, quasi senza possibilità di riscatto proprio a partire dalla sfortunata madre di Florens, la protagonista, che cede la propria figlia ad un estraneo nei cui occhi ha colto un bagliore di umanità (cosa rara in quel contesto), la quale, ignara dell'amorevole significato di quel gesto porterà con sé per tutta la vita la ferita di quello che per lei è stato un vero e proprio abbandono. Le figure maschili messe in evidenza dall'autrice sono: Jacob, il padrone d'origine angloolandese dalla mentalità umana che “adotta” Florens e la porta nella propria casa e il fabbro africano, forte e libero, che non ha mai conosciuto la schiavitù di cui la ragazza si innamora passando dall'oppressione di fatto alla schiavitù affettiva.

Opera ricca di spunti e sfaccettature, alterna la narrazione in terza persona, al racconto in prima persona scivolando in modo naturale tra la parlata sgrammaticata di Florens e il linguaggio degli altri personaggi, scelta stilistica o traduzione poco aderente al testo? Si avverte, nell'opera, l'approfondimento storico della Morrison e la sua intenzione di delineare un altro affresco di storia afroamericana. Il romanzo si conclude con la madre “minha mae” che in uno straziante e accorato pianto dedica alla propria figlia le sue parole d'amore.