Aosta - Biblioteca regionale

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

 

Dal confronto del 13 marzo 2014

 

Il libro alterna ritmicamente e con stile cinematografico due tempi distinti. Il lettore percorre sia l'attuale vicenda dai tratti comicamente noir, ambientata nella Svezia del 2005, del centenario Allan Karlsson che fugge dalla casa di riposo, sia i flashback più importanti della vita del protagonista. Cento anni sono molti, soprattutto se si attraversa tutta la storia del Novecento, al cospetto di personaggi storici di primo piano, in modo così “scoppiettante”. L’opera, utilizzando gli strumenti propri del genere comico/umoristico come situazioni improbabili, avvenimenti paradossali e surreali, affronta con leggerezza i fatti storici cruciali che hanno segnato il secolo: guerre, dittature, persecuzioni e atti di corruzione. Con la costante caratteristica di una sincerità disarmante, di un’allergia alle ideologie e di un ottimismo fatalistico, Allan passa in modo avventuroso e improbabile da una cena con Truman ad una con Stalin, Mao, De Gaulle, da un angolo all’altro del globo e in modo grottesco arriva ad essere spesso il perno determinante delle principali vicende storiche del XX secolo. Elemento centrale del viaggio nel Novecento diventa il possesso delle conoscenze tecnologiche utili a produrre l'arma atomica, tecnica in cui l'esperto di esplosivi Allan Karlsson, che pur avendo solo la quarta elementare si dimostra geniale, ha potuto dare il suo non ideologico, determinante e amorale contributo. Una narrazione tecnicamente ben condotta, che sa strappare risate e costruire personaggi originali portando il lettore velocemente fino alla fine.

Anche l’elefante Sonya può con leggerezza volare dalla Svezia a Bali, così come a cent’anni la vita riserva ancora sorprendenti inizi.

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