Aosta - Biblioteca regionale

Aosta - Biblioteca regionale

Chourmo. Il cuore di Marsiglia

Jean-Claude Izzo, Chourmo. Il cuore di Marsiglia

Dal confronto del 14 maggio 2015

In questo secondo romanzo che compone la cosiddetta “Trilogia marsigliese”, Jean-Claude Izzo pone sempre al centro Marsiglia e il protagonista Fabio Montale. Dopo le indagini e i tormenti che ci hanno fatto conoscere lo “sbirro” nel primo episodio della trilogia, “Casino totale”, Montale si presenta all’inizio di “Chourmo” libero da ruoli istituzionali avendo dato le dimissioni dalla polizia, i cui metodi spesso ipocriti e violenti lo hanno disgustato. Il vortice dell’indagine in cui suo malgrado Montale si trova coinvolto, lo trova caparbiamente impegnato a capire e a ricercare la verità, per pura necessità personale e esistenziale. Ci troviamo ad essere trasportati con una narrazione a ritmo serrato in prima persona, nel flusso di pensieri, ricordi e azioni del protagonista, a cui non casualmente Izzo dà il cognome dell’amato poeta Eugenio Montale e a cui attribuisce una visione poetica e politica ben determinata: l’amore per le cose semplici della vita per cui vale la pena vivere; la ricerca di una libertà anarchica fuori dagli schemi e dalle ipocrisie; la passione per le donne, gli amici, la cucina; la capacità di assaporare con lentezza le cose importanti; ma anche la passione politica e sociale, che lo porta alla lucidità dell’analisi del degrado delle “cités”, serbatoi di povertà adatti al reclutamento di delinquenti sia per l’estremismo islamico sia per la malavita (il “milieu”) e la mafia. Sullo sfondo sempre la chiara critica alle istituzioni, responsabili per la loro assenza o per la cattiva politica, che mira a far aumentare la paura e la separazione tra etnie. Marsiglia è l’altra protagonista di questo romanzo e pare di viverla e sentirla nel corso della lettura. Izzo infonde a Montale un amore viscerale per la sua città, per i suoi odori e il suo calore. Ma il sentimento non impedisce anzi aumenta la volontà di capirne e metterne in luce i problemi e i cambiamenti: ristrutturazioni edilizie e progetti urbani che aumentano il degrado delle periferie, mancanza di strategie educative volte all’integrazione, razzismo e paura dilaganti. Montale capisce che Marsiglia da città per sua natura “meticcia” e felicemente multietnica, si sta degradando a causa proprio dei poteri forti politici ed economici e delle loro connivenze con la malavita e la mafia. E’ “Chourmo dalla nascita” anche lui, perché proviene da quegli stessi quartieri poveri, e ne avverte il disagio, ma anche la spinta alla solidarietà e all’aiuto reciproco. Libro ricco di piani di lettura e tematiche importanti, questo “noir mediterraneo” si può leggere come poliziesco e confrontare con il Montalbano di Camilleri, con cui presenta numerose analogie.