Aosta - Biblioteca regionale

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Abraham Yehoshua, Tre giorni e un bambino

Tre giorni e un bambino, Abraham Yehoshua

Resoconto dell’incontro del 18 gennaio 2018

Il romanzo, scritto nel 1965 è l’opera prima dello scrittore israeliano, si configura come un racconto scritto con uno stile asciutto, stringato, senza fronzoli. L’autore concentra in frasi brevi ma intense, di notevole espressività, tutto il contenuto, a tratti surreale, della vicenda narrata. Al protagonista, un  giovane laureando in matematica, viene affidato per tre giorni un bambino di tre anni, figlio della sua ex, avuto dal nuovo compagno. La storia si snoda tra le vie di Gerusalemme, in un quartiere periferico, descritto in modo chiaro e realistico, una sorta di cantiere a cielo aperto dove le persone si affaccendano nelle loro attività quotidiane, dove il tempo scorre inesorabilmente portando con sé sentimenti soffocati e solitudini inconfessate. In una città sottilmente descritta, assolata e infuocata dalla calura estiva, i rapporti interpersonali giocano un ruolo di primo piano: tra il protagonista e il bambino vi è uno scambio di sentimenti, alla genuinità e apertura del bambino si contrappongono, da parte di Ze’ev , il protagonista, piccole meschinità, piccoli sogni di vendetta per essere stato abbandonato dalla madre dello stesso, per non esserne forse lui il padre; tra la nuova compagna e il protagonista, un rapporto di ripiego forse o un rapporto più maturo, al quale adattarsi; tra Ze’ev e l’amico innamorato della sua compagna, un’amicizia interessata, stanca, risvegliata dalla vipera persa in casa che, come un simbolo, si aggira ignara e ignorata con il suo carico velenoso; tra gli abitanti del kibbuz dove la vita del singolo è parte di un tutto, di una comunità dove l’esperienza individuale appare in secondo piano. Un racconto di persone catalizzate dalla presenza del bambino che funge da elemento centrale, da Sole che illumina le vite ancora acerbe dei giovani intorno a lui, che stimola un salto di qualità verso un modo più maturo e responsabile di vivere. Una storia di formazione, dunque, che apre, forse, una nuova fase nella vita del protagonista, una fase di crescita e di apertura verso l’essere uomo. Un libro intenso, controverso, denso di contenuti e simboli, ben visibili o nascosti che stimola il lettore, lo infastidisce, lo interroga, lo coinvolge fin nel profondo attraverso sentimenti discutibili ma veri.